"Siete italiani, napoletani o siciliani?"Il questionario delle polemiche nelle scuole inglesi"

12 Ottobre, 2016, 18:31 | Autore: Benvenuta Pasqualone
  • Scuole inglese iscrizioni per italiani e italiani del Sud

La distinzione ha inoltre suscitato sdegno nelle famiglie degli studenti e innescato una pungente nota di protesta verbale dell'ambasciata d'Italia nel Regno Unito: "Siamo uniti dal 1861", ha sottolineato al Foreign Office l'ambasciatore Pasquale Terracciano, lasciando trasparire un'evidente punta di sarcasmo dietro il rispetto delle forme codificate della diplomazia. Da Londra, hanno fatte sapere che saranno fatte delle verifiche per capire i motivi secondo cui bisognava per forza categorizzare la provenienza, ma al tempo stesso, il Regno Unito, dichiara che il questionario non voleva offendere nessuno, ma semplicemente mirava all'accertamento di qualche ulteriore difficoltà linguistica per i bambini da inserire nel sistema scolastico inglese e gallese. Se anche voi avete amici che si trovano alle prese con le iscrizioni scolastiche dei propri figli in Inghilterra avrete sicuramente avuto modo di sentire come nella scheda informativa venga richiesto se si fa parte di una di queste categorie: "ITA" (Italian), "ITAA" (Italian Any Other), "ITAN" (Italian Napoletan) e "ITAS" (Italian Sicilian).

I primi a denunciare l'episodio, rivela il Corriere della Sera, sono stati alcuni nostri connazionali nel distretto di Bradford, allibiti di fronte all'indicazione di questa classificazione etnica.

"Italiano", "italiano siciliano" e "italiano napoletano", è scritto nei moduli d'iscrizione online di alcune scuole britanniche che applicano "etichette" regionali ai bambini provenienti dal nostro Paese.

"Si tratta di iniziative locali", ha spiegato all'Ansa l'ambasciatore, "motivate probabilmente dall'intenzione d'identificare inesistenti esigenze linguistiche particolari" e garantire un ipotetico sostegno. Il loro racconto, rimbalzato su un paio di media in Italia, ha indotto a compiere subito una verifica. "Ma di buone intenzioni - aggiunge - è lastricata la strada dell'inferno": specie quando diventano "involontariamente discriminatorie, oltre che offensive per i meridionali". "Dopo ha detto a me e a molti altri colleghi che non andiamo più bene perchè non siamo cittadini britannici". E si conclude ricordando appunto come "l'Italia sia dal 17 marzo 1861 un Paese unificato".

Raccomandato: