Olio di palma, Coop dice addio e diventa "Palm Free"

06 Novembre, 2016, 18:36 | Autore: Fausta Monteleone
  • Olio di palma, Coop dice addio e diventa

La Coop mette al bando dagli scaffali i suoi prodotti con olio di palma ed è la prima catena di supermercati Palm Free in Europa. Sono oltre 200 i prodotti alimentari a marchio Coop senza olio di palma; biscotti, gelati, merendine, omogeneizzati. Il WWF si congratula con queste imprese per il loro impegno e per aver concretamente intrapreso la strada che porta ad una reale sostenibilità del settore - che prevede che l'olio di palma certificato sia la norma mentre l'olio di palma non certificato diventi semplicemente inammissibile.

Indonesia e Malesia, rispettivamente al primo e al secondo posto per la produzione di olio di palma. La nostra scelta si colloca anche all'interno di una politica sulla corretta alimentazione che abbiamo sempre suggerito. "Non intendiamo fare demonizzazione gratuita, non è nel nostro stile - spiega Marco Pedroni, presidente Coop Italia - ma dopo il dossier dell'Efsa abbiamo applicato il principio di precauzione che caratterizza le nostre azioni a tutela di soci e consumatori". Il riferimento è certamente ai grassi saturi ma soprattutto alla pubblicazione del dossier Efsa che ha evidenziato la presenza di alcuni composti contaminanti, non ultimo il 3-mcpd, il cui consumo in dosi eccessive viene sconsigliato soprattutto a bambini e adolescenti. "Un discorso a parte meritano poi i benefici in termini ambientali". Lo ha dichiarato in una nota la catena, che specifica come "benché molti prodotti Coop non abbiano mai impiegato né il palma né altri grassi tropicali, come ad esempio tutte le linee dedicate ai bambini e la linea "Vivi Verde" da agricoltura biologica, il processo di sostituzione avviato da Coop ha comportato anche alcune rinunce (come nel caso di alcuni gelati) perché non è stato possibile riformulare vari prodotti con altri oli/grassi a parità di analoghe caratteristiche organolettiche e di durata". La deforestazione vorace per dare spazio alle piantagioni di olio di palma, infatti, ricade sulla biodiversità degli ambienti naturali fino a modificali completamente, amplificando le emissioni di CO2.

Dopo la difesa di Ferrero, che ha rivendicato l'utilizzo del prodotto, proveniente da fonti sostenibili, la scelta di Coop di diventare "palm free", potrebbe segnare una svolta nel mercato della grande distribuzione. Nella valutazione dell'Efsa si evince che "i contaminanti da processo a base di glicerolo presenti nell'olio di palma, ma anche in altri oli vegetali, nelle margarine e in alcuni prodotti alimentari trasformati, suscitano potenziali problemi di salute per il consumatore medio di tali alimenti di tutte le fasce d'età giovane e per i forti consumatori di tutte le fasce d'età".

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