Si infiamma lo scontro tra Juncker e Renzi sulla manovra

08 Novembre, 2016, 09:32 | Autore: Doriano Lui
  • Il presidente della Commissione Europea Jean Claude Juncker

Poi l'affondo: "L'Italia non cessa di attaccarci, a torto, e questo produce risultati diversi da quelli attesi". Ma questi costi cumulati equivalgono allo 0,1 per cento del Pil. La trattativa continua in vista del giudizio sulla legge di bilancio atteso il 16 novembre.

In serata, al termine dell'Eurogruppo, Moscovici prova ad abbassare i toni. "Resta del lavoro da fare per far avvicinare le cifre e le misure", prosegue Moscovici, che respinge le accuse mosse da più parti, che sostengono che l'Europa stia negando le risorse per la ricostruzione post-terremoto e sottolinea che sono "parole che non hanno senso". Secondo il presidente del Consiglio, "una cosa è il rispetto delle regole, altro è che queste regole possano andare contro la stabilità e la sicurezza delle scuole dei nostri figli".

"Si puo' discutere di investimenti per il futuro ma sull'edilizia scolastica non c'e' possibilita' di bloccarci: noi quei soldi li mettiamo fuori dal patto di stabilita' vogliano o meno i funzionari di Bruxelles", insiste Renzi. Lo ha affermato il vice direttore generale della Banca d'Italia, Luigi Federico Signorini, nell'audizione sul Ddl Bilancio, davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato. "Non si deve più dire, anzi se qualcuno lo vuole dire che lo dica, me ne frego, che questa Commissione continua le politiche di austerità di quelle precedenti", ha avvertito Juncker incontrando la Confederazione dei sindacati europei. Ha aggiunto di ritenere, sempre a proposito dell'Italia, che "sarà necessario che con saggezza si prenda in considerazione il costo dei terremoti e dei rifugiati", "ma il costo addizionale delle politiche dedicate alla migrazione in Italia ammonta allo 0,1% del Pil, mentre l'Italia ci aveva promesso d'arrivare a un deficit dell'1,7% nel 2017, e ora ci propone invece il 2,4% in ragione dei terremoti e i rifugiati, con un costo che si è ridotto allo 0,1%".

La reazione di Renzi è stata ancora più dura. Noi non facciamo polemica, su questo non guardiamo in faccia a nessuno. A torto perché gli elementi di flessibilità di bilancio introdotti nel Patto dalla stessa Commissione europea hanno offerto al paese margini maggiori di spesa per un totale di 19 miliardi di euro. L'Italia ha chiesto nuova flessibilità all'Ue appellandosi proprie alle clausole per eventi eccezionali, citando le spese legate ai migranti e ai terremoti. Noi rispettiamo le regole. "La Commissione è estremamente comprensiva, ma le regole vanno rispettate", ha dichiarato il Commissario europeo per gli affari economici e monetari Pierre Moscovici.

Raccomandato: