Voto Usa, un secolo di elezioni americane

09 Novembre, 2016, 01:46 | Autore: Benvenuta Pasqualone
  • Il nuovo presidente degli Usa Donald Trump- AFP

Ogni quattro anni oggi, inteso come il martedì dopo il primo lunedì di novembre, un americano a Milano si sveglia e sa due cose: che è l'Election Day del prossimo presidente degli Stati Uniti, e che questa sera, volendo, ci sarà un posto in città in cui dividere con i connazionali expat l'inizio della maratona elettorale, che dura tutta la notte e attraversa sei fusi orari, da New York all'Alaska (da sei a 11 ore indietro rispetto a noi).

Oltre al successore di Barack Obama gli elettori, a seconda dello Stato in cui votano, sceglieranno i membri della Camera dei Rappresentanti, un terzo dei senatori e si esprimeranno su una serie di quesiti locali, dai diritti degli animali alla liberalizzazione della cannabis. Infine c'è anche la più temuta possibilità di contestazione dei risultati elettorali, o di voto molto vicino per i due candidati che richieda il riconteggio delle schede, con un notevole prolungamento dell'incertezza (con un caso simile a quello dello scontro Bush-Gore del 2000).

Non mancano tuttavia i sistemi che vedono Trump come favorito, fra cui uno nello specifico che è stato molto affidabile nelle ultime tre elezioni indovinando quelli che sarebbero diventati di lì a breve i Presidenti USA.

Ma a supporto di Hillary ci sono anche le 122 donne qualsiasi che nessuno conosce ma che hanno fatto la storia del voto femminile Oltreoceano: sono le signore nate prima del 18 agosto 1920, anniversario del 19esimo emandamento.

Così, alla fine, la madre Alison Holmes sabato ha ceduto e l'ha portato alla manifestazione a Tampa del candidato repubblicano. Il miliardario ha salutato i suoi sostenitori e si è soffermato con un bambino che aveva allestito un banchetto per vendere biscotti nella scuola che ospita il seggio. RealClearPolitics, più prudente, parla di 203 grandi elettori sicuri per Clinton e di 164 per Trump.

ORE 17.40: Anche Donald Trump ha votato nella Public School 59 a Manhattan, New York (mappa). Verso le cinque, con la chiusura dei seggi in California (55 grandi elettori saldamente in mano a Clinton), se uno dei due candidati avrà già un buon vantaggio i primi media cominceranno ad annunciare il presidente. Potrebbe essere il momento di svolta della serata. Ebbene Trump è un tronfio personaggio, ma si suppone che, come tutti quelli che assumono una posizione di preminente potere dopo una campagna infiammata e delle uscite poco felici, si calmi. "Sta succedendo" e "Ci sta mostrando che il soffitto di cristallo non c'è più, che tutto è possibile se puoi persino diventare la leader del mondo libero". Poi anche Arizona, Colorado, Texas e Wisconsin. Per vari motivi storici, economici e socio-culturali, alcuni Stati votano quasi sempre dalla stessa parte: ad esempio la California favorisce i democratici, il Texas non ha più smesso di votare repubblicano dagli anni '60 del secolo scorso.

Considerando poi questo nemmeno troppo indiretto (l'alleanza dei ribelli siriani con Al Nusra è acclarata) aiuto ad Al Qaeda in Medio oriente ci si chiede come possa un arabo, e tantopiù un americano di origine mediorientale, votare Hillary Rodham Clinton. Secondo le ultime indiscrezioni, dunque, si teme un cyber-attacco di grandi dimensioni per la giornata di oggi, in grado di mandare in tilt la rete elettrica e, soprattutto, di boicottare il voto americano.

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