Leucemia, inquietante scoperta: "sequenza aliena nelle cellule tumorali"

18 Novembre, 2016, 21:35 | Autore: Fausta Monteleone
  • Leucemia, inquietante scoperta:

Queste, in estrema sintesi, le conclusioni di uno studio dell'Università degli Studi di Milano dell'ospedale Niguarda. Nel frattempo le ricadute sul trattamento della leucemia mieloide acuta sono promettenti. Il lavoro, completamente autofinanziato con il sostegno delle Associazioni di Volontariato (Associazione Malattie del Sangue Onlus di Milano e Como Hematology and Oncology di Como), apre a nuovi scenari, mai ipotizzati prima, per le cure e per la comprensione dei meccanismi che portano all'instaurarsi della patologia oncologica che nel nostro Paese fa registrare 2 mila nuovi casi l'anno. "Siamo andati a ritroso - spieganoBeghini e Cairoli - e ci siamo chiesti chi impartisse questo ordine in grado di attivare un loop auto-proliferativo senza interruzione". Questa la scoperta frutto della collaborazione pluriennale fra i ricercatori dell'Università di Milano guidati dal genetista Alessandro Beghini e gli ematologi dell'Ospedale di Niguarda diretti da Roberto Cairoli, pubblicata su Scientific Reports. Tutto nasce dall'evidenza di una sovra-espressione della proteina WNT10B nella cellula leucemica. Singolare che a fare la differenza sia stato l'utilizzo di sequenziatori automatici non modernissimi: una vera fortuna per Beghini e Cairoli "perché i macchinari di ultima generazione avrebbero scartato le sequenze non umane in automatico senza analizzarle".

Attenzione, con il termine "alieno" non ci si riferisce a forme di vita provenienti da altri Pianeti, ma ad un "corpo estraneo" che potrebbe essere un virus o un batterio. "E siccome dietro una proteina c'è sempre un gene che la codifica ci siamo focalizzati sulla corrispondente porzione di Dna - chiariscono Alessandro Beghini e Roberto Cairoli -".

Importante scoperta è stata effettuata nel campo medico sanitario, che potrebbe aprire davvero nuovi orizzonti nei confronti di una patologia piuttosto grave come la leucemia mieloide acuta.

Analizzando il Dna relativo ad alcuni pazienti affetti da leucemia mieloide acuta, particolare tipo di tumore che colpisce il sangue e favorisce la proliferazione incontrollata dei globuli bianchi, i ricercatori meneghini hanno infatti scoperto la presenza di un intruso genetico, non riconducibile al patrimonio cromosomico dei pazienti e probabilmente di origine virale o batterica. "Nel 56% dei paziente analizzati - hanno spiegato - è stata individuata una sequenza nucleotidica che non ha corrispondenze in nessuna delle sequenze umane finora conosciute". "E' una scoperta importantissima - proseguono gli autori - che negli anni a venire ovviamente richiederà una serie di approfondimenti per risalire alla specie a cui il DNA appartiene e per chiarire i meccanismi che hanno portato all'incorporazione". Nuovi studi saranno necessari per sviluppare nuovi farmaci che siano in grado di fermare i "meccanismi proliferativi mediati da WNT10B". "I pazienti che presentano la sequenza genetica aliena non sono quelli a prognosi migliore - ha concluso Cairoli - Potrebbero essere proprio loro, i cosiddetti 'malati difficili', a beneficiare maggiormente di questa scoperta".

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