Segretario PD dopo Renzi? Elenco dei nomi in lizza

07 Dicembre, 2016, 17:57 | Autore: Doriano Lui
  • Segretario PD dopo Renzi? Elenco dei nomi in lizza

Ora si lavori a svelenire il clima e a sminare il campo di battaglia.

Quanti soldi sono stati spesi per tentare di convincere gli italiani a votare Sì alla riforma costituzionale pesando sulle casse dello Stato? Solo una grande forza politica come il Pd può trovare al suo interno le energie per questa difficile impresa.

Renzi si sarebbe a quel punto consultato con Pier Carlo Padoan facendosi garantire che l'ok alla manovra arrivi già venerdì.

DI Maio: pronti al nostro futuro governo. Piuttosto la fiducia nel lavoro fatto e in quello ancora da fare. Adesso la parola torni agli elettori, bando agli inciuci e agli accordi di palazzo e avanti col fronte identitario e sovranista e al recupero della somma necessaria per la salute dei cittadini.

Differente l'opinione del sindaco di Firenze, Dario Nardella, che invece chiede a Renzi di restare segretario del Pd. In questi mesi ho fatto di tutto per pacificare una serie di lacerazioni che si sono verificate da Nord a Sud della Puglia e tenere insieme i pezzi di questo partito. Fuori dal Partito Democratico, i sostenitori del No festeggiano oggi e si faranno la guerra domani. Credo che per un bel po' di anni la Costituzione sarà al riparo da avventure politiche che vogliano sottoporla al volere di un leader del momento: credo che questo sia il risultato più importante della giornata, perché i governi passano, le maggioranze pure, ma le Costituzioni restano. Una cosa è certa: a Martina Franca ripartiremo da questo 36,54% e con tutte le nostre forze continueremo a sostenere le ragioni del cambiamento nella difesa dei principi democratici. Nel futuro immediato ci aspetta l'analisi del voto; nel partito nazionale e locale si apre il dibattito e la discussione: che sia vera e non carica di imboscate. Alle elezioni europee del 2014, infatti, il Pd guidato da Renzi incassa il 40,8% dei voti, praticamente la stessa percentuale ottenuta dal Sì ieri (40,9%). Non ha più senso mantenere in vita un gruppo dirigente del genere.

Questo è un grande merito di Renzi e di quanti si sono mobilitati in questi lunghi mesi a cui va un enorme grazie.

Giovanni Curti, segretario provinciale del Pd, ha commentato così l'esito del referendum: "Il primo ministro Matteo Renzi si è assunto la responsabilità del risultato annunciando le sue dimissioni". Era il dicembre 2015, quando annunciava alla conferenza stampa di fine anno, che si sarebbe dimesso da premier e avrebbe persino lasciato la politica, nel caso le sue riforme istituzionali fossero state bocciate.

"Anche qui in Toscana la campagna referendaria ha riunito la sinistra sociale e politica: Anpi, Arci, Libera, Libertà e Giustizia, Fiom e Cgil, sindacati di base, liste civiche di sinistra, Sinistra Italiana, Prc, Possibile. Ma ora sono orgoglioso del risultato attuale", ha concluso il costituzionalista.

"Io sinceramente mi aspettavo un'affluenza del 30-32% circa, non di più. Ci sarà un congresso che prenderà le opportune decisioni".

"Certo è che il Pd, come dicono tutti, da Silvo Berlusconi ad altri, ha comunque una maggioranza alla Camera e, con gli alleati, anche al Senato, sebbene più risicata". Questa esigenza di modernizzazione e semplificazione delle istituzioni, l'esigenza di superamento della palude burocratica che ferma e paralizza ogni slancio vitale, rimane in tutta la sua portata, soprattutto in relazione al mondo delle imprese.

Raccomandato: