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Dal Sassuolo al Fondi, qualcosa è cambiato: l’Italia vuole riprendersi l’Europa

18 Gennaio, 2017, 17:23 | Autore: Eufebio Giannola
  • Dal Sassuolo al Fondi, qualcosa è cambiato: l’Italia vuole riprendersi l’Europa

Quando fra la fine degli anni ’90 e l’inizio del nuovo millennio l’Under 21 di Gentile faceva incetta di Europei e medaglie olimpiche si intuiva fosse nell’aria il grande successo, sfiorato ad Euro 2000 ed arrivato in Germania ai Mondiali del 2006. La generazione d’oro dei Totti, Inzaghi, Del Piero, Buffon, Nesta, Cannavaro e Pirlo: era quasi inevitabile che tutto quel “ben di Dio” portasse prima o poi alla gioia massima, espressione ultima di una generazione straordinaria di talenti.

Frutto di lavoro nei vivai e coraggio delle grandi di lanciare i giovani: cose perse negli ultimi 10 anni, con risultati ovviamente disastrosi sia a livello di club che con due umilianti eliminazioni dai gironi eliminatori degli ultimi due Campionati del Mondo. Persino l’Under 21 fatica, mancando anche i pass per le Olimpiadi.

Spesso si dice che è necessario toccare il fondo per rialzarsi, così è stato. L’Italia è tornata a credere nei giovani, a farlo sono le grandi squadre in primis: il Milan è esempio virtuoso di ciò, con una classe giovane che è pronta a guidare l’Italia nel futuro prossimo. La Juventus ha cominciato da anni a monitorare e ad acquistare i migliori talenti azzurri, l’Inter ha finalmente investito forte su un giovane centrocampista italiano e poi c’è il Sassuolo. La scalata dalla Serie C all’Europa League è avvenuta nel segno del tricolore, sia sulla panchina che in campo. Quasi esclusivamente italiani, per un progetto made in Italy capace di raggiungere risultati incredibili.

In Lega Pro c’è qualcuno che sta facendo qualcosa di simile. Nata pochissimi anni fa, la società Fondi Calcio ha un patron molto ambizioso che in estate ha addirittura promesso la Serie A in 5 stagioni ed è arrivato sin qui schierando esclusivamente giocatori italiani. Oggi, militante nel temibile Girone C, sta svolgendo un campionato da assoluta protagonista in settima posizione ed in piena zona playoff, davanti a club ben più blasonati come Catania, Messina, Reggina, Cosenza e Catanzaro. Un modello vincente, l’anno scorso in grado di aggiudicarsi la Coppa Italia ed i playoff, riuscendo ad ottemperare economicamente all’oneroso impegno della Lega Pro.

Il movimento è in salute ed è evidenziabile anche da una serie di dati e statistiche pubblicate da Bwin che vedono finalmente la Serie A in linea con i maggiori campionati in Europa per media di gol a partita, investimenti sul mercato e capienza sugli stadi. L’ultimo resta il tasto dolente su cui il Belpaese deve lavorare in maniera sempre più concreta, come fatto da Juve ed Udinese già, o come pianificato dalla Roma nell’immediato. Non esiste futuro senza infrastrutture all’altezza e di proprietà, che possano ridare al calcio italiano forza e potere d’acquisto a cospetto delle grandi realtà europee. Non solo, l’arrivo di un nuovo grande antagonista, il mercato cinese, richiede sempre più stabilità economica e lungimiranza: la Serie A deve tornare ad essere il campionato più bello del mondo.

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