Omicidio Fragalà. La procura di Palermo: "fu omicidio di mafia"

16 Marzo, 2017, 15:54 | Autore: Fausta Monteleone
  • Palermo

La svolta nelle indagini sarebbe arrivata dopo nuove intercettazioni e la collaborazione di alcuni indagati.Secondo gli inquirenti, infatti, nel luglio del 2013 e nel gennaio del 2014, all'interno del carcere di Parma, sono stati intercettati due distinti colloqui tra quello che era considerato il capomafia di Porta Nuova, Giuseppe Di Giacomo e il fratello ergastolano, Giovanni Di Giacomo. Le sue condizioni apparsero subito estremamente gravi. Durante queste conversazioni è emerso come i due boss sapessero che i killer di Fragalà fossero affilliati al mandamento di Porta Nuova e in particolare alla famiglia di Borgo Vecchio. Il legale morì dopo tre giorni di agonia all'ospedale Civico. Ad eseguirlo furono invece Paolo Cocco e Francesco Castronovo.

Un contributo fondamentale all'indagine sull'omicidio del penalista palermitano Enzo Fragalà è venuto dal collaboratore di giustizia Francesco Chiarello.

Già in precedenza, in relazione all'omicidio Fragalà, erano finiti in manette altri tre presunti membri di una cosca mafiosa palermitana. Il delitto fu pianificato dai mafiosi del Borgo Vecchio Antonino Abate, Salvatore Ingrassia e dal capomafia di Resuttana Antonio Siragusa. Secondo quanto ricostruito Fragalà sarebbe stato ucciso perchè avrebbe spinto alcuni suoi clienti a collaborare con la magistratura. L'uomo, in una sorta di confessione indiretta con la moglie, ha ammesso il suo ruolo nell'omicidio. Dai verbali dell'indagine emergono le parole del pentito Francesco Chiarello: "Chistu era un curnutu e sbirru, dovrebbe parlare più poco..." "Sia per le modalità esecutive che per le finalità, come ha anche riconosciuto il gip, possiamo dire che il delitto Fragalà è un omicidio di mafia che doveva costituire un segnale all'intera classe forense", ha detto in conferenza stampa il procuratore di Palermo Francesco Lo Voi.

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