Mattarella ai mafiosi "Non hanno onore né coraggio"

20 Marzo, 2017, 22:23 | Autore: Benvenuta Pasqualone
  • Francesco Oliva vescovo di Locri e il presidente della Repubblica Sergio Mattarella

"I mafiosi né conoscono compassione e dolcezza, né hanno alcun senso comune dell'stima e del decisione, i a coloro sicari colpiscono nonostante meschinità inermi e disarmati".

Sono state probabilmente queste parole ad aver provocato la reazione del vandalo mafioso che ha imbrattato le pareti del palazzo vescovile dimostrando, ancora una volta, quanto forte sia la mafia in quelle regioni. "Una presenza pervasiva, soffocante, rapace, una presenza che uccide persone, distrugge speranze, semina terrore, ruba il futuro di questa terra". "La lotta ala mafia riguarda tutti", dice il capo dello Stato. "Accanto agli strumenti della prevenzione e della repressione "bisogna perfezionare quelli per prosciugare le paludi dell'inefficienza, dell'arbitrio, del clientelismo, del favoritismo, della corruzione, della mancanza di Stato, che sono l'ambiente naturale in cui le mafie vivono e prosperano". Chi ha responsabilità pubbliche, dai livelli più bassi, si assuma la responsabilità di una scelta di rigore e serietà perché questo Paese possa, tra l'altro, degnamente rendere omaggio a quelle vittime. "L'Italia ha fatto passi avanti nella lotta alle mafie ma è necessario non fermarsi". La seconda è una minaccia rivolta ad un ospite evidentemente sempre più sgradito alla criminalità organizzata, a causa del suo forte impegno nel sociale e a favore della legalità che svolge da decenni.

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ieri a Locri (Calabria) ha parlato di lotta alle mafie chiedendo il coinvolgimento di tutte le istituzioni e ricordando Giovanni Falcone.

Dalla capacità di affermare modelli efficaci, trasparenti e tracciabili di gestione della spesa pubblica, di bonificare pezzi vischiosi della sanità regionale, di spezzare le pratiche clientelari ed i nominifici in Enti e partecipate, di controllare il sistema degli appalti, di rilanciare sul ruolo delle Stazioni appaltanti e di dare efficacia ai Piani Aziendali Anticorruzione, si misureranno le volontà pubbliche nell'azione di contrasto all'economia criminale che deve far trovare ovunque vie sbarrate. "Occorre sostenere il lavoro quotidiano, la rettitudine, la professionalità, l'intelligenza di tante donne e uomini dello Stato che, in magistratura e nelle forze dell'ordine, difendono la vita sociale, la libertà personale e familiare, dall'aggressione delle mafie, con prevenzione e repressione". "Non è stato l'abbraccio del presidente della Repubblica, ma quello di un fratello che ha negli occhi il mio stesso dolore".

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