Fmi: al rialzo pil Italia 2017 +0,8%

18 Aprile, 2017, 23:56 | Autore: Fausta Monteleone
  • Fmi rialza stime Pil 2017 Italia a +0,8 ed Eurozona a +1,7

Con una crescita dello 0,8% per il 2017 e il 2018, il Belpaese è quello che cresce meno, superata anche dalla Grecia il cui pil sale del 2,2% quest'anno per accelerare al 2,7% nel 2018. Le stime del Fmi sono più basse di quelle contenute nel Def, dove viene stimato un pil in crescita dell'1,1% nel 2017 e dell'1,0% il prossimo anno. Brilla la Spagna, dove il tasso di sviluppo è stato migliorato dello 0,3% quest'anno al 2,6%, il più alto di Eurolandia, mentre resta fermo al 2,1% per il 2018.

Per il 2017, il Pil italiano è atteso infatti in crescita al ritmo su base annua dello 0,8%, dunque superiore dello 0,1% rispetto al +0,7% dell'outlook di gennaio.

Il Fondo monetario internazinale ritocca leggermente al rialzo la crescita dell'Italia. Dopo il +0,9% del 2016, il Pil è previsto crescere dello 0,8% nel 2017, ovvero 0,1 punti percentuali in più rispetto alle stime di gennaio.

Di fatto, i "prezzi più elevati delle commodities hanno dato qualche sollievo alle società esportatrici del settore, un sostenendo l'inflazione globale e riducendo le pressioni deflazionistiche". "Se la fiducia dei mercati resta forte, la crescita nel breve termine potrebbe sorprendere al rialzo", sostiene l'Fmi, sottolineando l'ottimismo dei mercati, la performance dell'economia cinese e le politiche espansive e di deregolamentazione negli Usa. Confermato invece il +2,3% degli Usa e il +1,9% del Canada. Invariata sempre a +0,8% la previsione per il 2018. Secondo Washington, infatti, "un percorso del rialzo dei tassi di interesse più veloce delle attese" negli Usa potrebbe tradursi in un irrigidimento delle condizioni finanziarie altrove, e rafforzare anche il dollaro, a detrimento di tutti quei mercati emergenti le cui valute sono ancorate al biglietto verde. Lo prevede il Fmi, che in ottobre aveva previsto un deficit al 2,2% e dell'1,3% nel 2018.

Per l'Eurozona l'ostacolo è rappresentato dall' "incertezza politica, con le elezioni imminenti in diversi paesi", e anche "dall'incertezza sulla relazione futura tra l'Ue e il Regno Unito, che dovrebbe pesare sull'attività (economica)". Il deficit italiano si attesterà al 2,4% del pil nel 2017, per poi scendere all'1,4% nel 2018.

Proprio per la debolezza che continuerà a caratterizzare l'Eurozona, l'Fmi chiede alla Bce di mantenere l' "attuale politica monetaria accomodante".

Per l'Unione europea, l'Fmi stima infine un'espansione del 2% e dell'1,8%, rispettivamente per il 2017 e il 2018, dopo il 2% del 2016. Le stime del Fmi sono invece superiori rispetto a quelle contenute nel Def, dove è stimato un deficit al 2,1% quest'anno, all'1,2% nel 2018, e il pareggio di bilancio "close to balance" fissato al 2019.

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