Ecoreati, Legambiente: Lazio al 5° posto in Italia per numero di sequestri

18 Mag, 2017, 06:10 | Autore: Doriano Lui
  • Ecoreati, Legambiente: Lazio al 5° posto in Italia per numero di sequestri

Il 2016 ha alzato la guardia nei confronti della criminalità ambientale e a due anni dall'approvazione della legge Ecoreati (legge 68/2015) si contano già i primi frutti.

Se si guarda a un arco temporale più vasto, quindi dall'entrata in vigore della legge fino al dicembre 2016, se ne vede l'applicazione in 467 procedimenti penali con 651 persone denunciate. "L'introduzione dei delitti ambientali nel codice penale - ha spiegato il direttore generale di Legambiente Stefano Ciafani - è stata una grande conquista per l'Italia, oggi leader nella lotta agli ecoreati, ed è il primo anello di una catena più lunga, che va costruita con l'obiettivo di innalzare i controlli ambientali per tutelare l'ambiente, la salute e le imprese sane".

Nel 2016 le forze di polizia hanno contestato ben 574 ecoreati, più di uno e mezzo al giorno, denunciando 971 persone fisiche (oltre a 43 persone giuridiche), emettendo 18 ordinanze di custodia cautelare e sequestrando 133 beni per un valore che sfiora i 15 milioni di euro. Il dato è contenuto nel dossier di Legambiente con cui si fa un bilancio della riforma varata nel 2015.

L'anno scorso sono stati contestati 143 casi di inquinamento ambientale, 13 di disastro ambientale, 6 di impedimento di controllo, 5 delitti colposi contro l'ambiente, 3 di omessa bonifica e tre casi di aggravanti per morte o lesioni come conseguenza del delitto di inquinamento ambientale.

Le regioni del sud Italia si spartiscono alcuni brutti primati: la Campania è la prima per numero (70) di ecoreati contestati. I numeri "confermano l'efficacia della legge", ha rilevato il presidente della Commissione Ambiente della Camera e primo firmatario della legge Ermete Realacci osservando che è "simbolo, purtroppo non frequente, di lavoro efficace e trasversale del Parlamento nell'interesse del Paese". I reati più diffusi da questo punto di vista sono stati quelli di inquinamento ambientale (158 casi), di disastro ambientale (15), di delitti colposi contro l'ambiente (33), di omessa bonifica (30), di impedimento al controllo (15), per i casi di morte o lesioni come conseguenza del delitto di inquinamento ambientale (9), e infine il traffico e l'abbandono di materiale ad alta radioattività (3). L'elaborazione statistica ha riguardato dati raccolti da 87 procure italiane, che rappresentano circa il 53% del totale. È fondamentale che siano approvate presto norme che mancano ancora all'appello per completare questa catena della legalità ambientale. Mentre, per quanto concerne la legge sugli ecoreati, Legambiente propone che vengano messe in campo azioni per rendere sempre più incisiva la sua azione repressiva e preventiva: un'operazione di formazione per tutti gli operatori del settore, la definizione delle linee guida nazionali per garantire un'uniforme applicazione della legge e quella di una modalità unica sul territorio nazionale per far confluire le sanzioni che vengono fatte pagare ai responsabili dei reati contravvenzionali minori in base a quanto previsto dalla parte Sesta Bis del Codice ambientale.

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