Draghi. La crisi dell'Eurozona è alle spalle. Servono ulteriori progressi

19 Mag, 2017, 19:56 | Autore: Doriano Lui
  • Tel Aviv, Mario Draghi rassicura:

"La domanda interna, sostenuta dalla politica monetaria della Bce, è il motore principale della ripresa", ha sottolineato. "Sfide che sono più numerose che in passato". In caso contrario, l'attesa prolungata sulle posizioni attuali potrebbero portare ad una grossa crisi finanziaria nel momento di cambio di marcia. Lo ha detto il governatore della Bce Mario Draghi in un passaggio del suo intervento all'Università di Tel Aviv, dove gli è stata conferita una laurea honoris causa.

Una prospettiva che si riflette anche a livello planetario in merito al settore finanziario, ora più stabile: "L'outlook economico mondiale sta migliorando e i rischi di un peggioramento sono in calo". Segnali di ottimismo che si accompagnano al rilancio del progetto europeo da parte dell'istituzione, la Bce, forse più attiva di tutte nella difesa e rafforzamento dell'euro degli ultimi cinque anni: c'è "un'onda crescente di energia nel chiedere un'azione unitaria europea".

Secondo Draghi, poi, "ciò di cui abbiamo bisogno in Europa, per garantire che la crescita economica e il maggior benessere durino nel tempo, sono le riforme strutturali e una nuova comprensione degli obiettivi dell'Unione Europea". In una realtà velocizzata, in cui il progresso scientifico ed i nuovi prodotti rivoluzionano i rapporti economici, è sempre più necessario accelerare i processi di integrazione Europea.

Come sostiene l'Eurotower, "per la Bce servono progressi tangibili e tempestivi nel processo di revisione delle due direttive chiave dell'unione bancaria: quella sull'adeguatezza del capitale bancario (Crd) e quella sulla risoluzione delle banche in crisi (Brrd) armonizzandone gli aspetti discrezionali in capo ai singoli paesi".

Secondo Draghi la crisi iniziata nel 2008 ha portato non solo alla recessione in tutto il mondo, e all'aumento della disoccupazione, ma anche alla nascita di populismi e nazionalismi.

Il presidente della Bce ha infine ricordato come "l'Unione europea e l'euro hanno sempre avuto il sostegno della maggioranza dei cittadini europei, ma spesso è stata solo l'opposizione ad alta voce ad essere ascoltata". Oggi, la maggioranza silenziosa ha ritrovato la propria voce, il proprio orgoglio e autostima.

"Solo lavorando assieme, le nazioni europee possono superare le sfide. In questo modo la crisi ha finito col rivelarsi una 'distruzione creativa' che alla fine ha dato forma alla nostra risposta politica".

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