Terrorismo, fermati fratelli tunisini "Due lupi solitari ispirati dal Daesh"

19 Mag, 2017, 16:39 | Autore: Fausta Monteleone
  • Bandiere_Isis

"Difendere i fratelli jihadisti","distruggere governi traditori", "sgozzare i cani" e "combattere il diavolo che è presente nel nostro paese" per "riportare la grandezza dell'Islam".

Una operazione antiterrorismo coordinata dalla Dda di Bari ha portato all'esecuzione di due diversi provvedimenti nei confronti di due fratelli tunisini residenti a Foggia. E lo facevano attraverso i social network.

"Si tratta di lupi solitari che tuttavia grazie a internet sono in contatto e collegamento con altri soggetti". Che non appartengono ad un'organizzazione terroristica. Al fratello, rintracciato a Padova, è stato notificato un decreto di espulsione. Le indagini della Digos, coordinate dai sostituti procuratori Giorgio e Gatti, fin dal 2016 avevano sottoposto l'uomo stato arrestato a intercettazioni ambientali, telefoniche ed elettroniche, oltre che balistiche poichè in una intercettazione si sente il rumore tipico dello "scarrellamento" di un'arma a disposizione dell'arrestato che tuttavia non è stata rinvenuta. Con questa frase Kamel Sadraoui, 34anni, accompagnava la sua attività di propaganda dello Stato Islamico, pubblicando su Facebook di video e post di esaltazione delle azioni compiute dalle milizie dell'Isis. "E poi ci sono trenta colpi nel kalashnikov".

Nel medesimo contesto è stato accertato che l'estremista tunisino, durante una conversazione, aveva esaltato la figura dell'attentatore dei mercatini di Natale di Berlino. Tra le vittime anche una ventunenne italiana.

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