Usa, spunta un audio del repubblicano McCarthy: "Penso che Putin paghi Trump"

19 Mag, 2017, 19:40 | Autore: Doriano Lui
  • Paolo Gentiloni e Vladimir Putin a Sochi 17 maggio 2017 REUTERS  Yuri Kadobnov  Pool

E' quella su una registrazione che esisterebbe di una frase pronunciata dal leader della maggioranza repubblicana Kevin McCarthy, il quale un mese prima che Trump vincesse la nomination del GOP in una conversazione a Capitol Hill con alcuni parlamentari disse "penso che Putin paghi Trump".

Alla fine del colloquio i vertici repubblicani si riuniscono. Dana Rorhabacher è una deputata repubblicana della California famosa in Congresso per il fervore con cui difende le posizioni di Vladimir Putin e della Russia. Veterani impegnati nelle precedenti campagne elettorali dicono che i contatti con funzionari stranieri in campagna non sono insoliti, ma in questo caso è eccezionale il numero delle interazioni fra i collaboratori di Trump e i funzionari russi, nonché con gente vicina al presidente russo Vladimir Putin. "Questo è off the record, nessuna fuga di notizie, va bene?", ha detto lo Speaker che poi ha aggiunto, rivolgendo un secco monito: "E' da questo che vediamo che siamo una famiglia, quello che si dice in famiglia rimane in famiglia". "Nel frattempo - aggiunge - non smetterò mai di combattere per la gente e per le questioni che più interessano il futuro del nostro paese". Le osservazioni arrivano ore dopo che il Dipartimento di Giustizia ha nominato l'ex direttore dell'Fbi, Robert Mueller come procuratore speciale per coordinare le indagini.

Trump, dal canto suo, ha scritto un tweet in cui afferma che questa è "la più grande caccia alle streghe contro un politico nella storia americana". Tuttavia, il fatto che poco prima si fosse parlato dell'hackeraggio dei computer dei Democratici e del diretto coinvolgimento della Russia nell'operazione, e la successiva parte della conversazione, fanno capire se non altro che l'argomento dei rapporti tra Trump e la Russia era già considerato molto serio anche dai capi del partito Repubblicano. Nonostante ciò, gli fu affidato uno degli incarichi più delicati, quello alla Sicurezza Nazionale, dandogli accesso alle informazioni più segrete dell'intelligence Usa.

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