Eletta la terna per il presidente della CEI: Bassetti, Brambilla, Montenegro

25 Mag, 2017, 11:57 | Autore: Benvenuta Pasqualone
  • Eletta la terna per il presidente della CEI: Bassetti, Brambilla, Montenegro

La nomina del cardinale Gualtiero Bassetti, a presidente della Cei, ha suscitato sentimenti di gioia e di orgoglio tra i maggiori esponenti politici del territorio aretino.

Con la prolusione ieri si è aperta la 70esima Assemblea Generale della Cei, impegnata tra gli altri odg ad eleggere principalmente il nuovo Presidente successore di Angelo Bagnasco. Fino al cardinale Angelo Bagnasco, che ha concluso il suo secondo mandato e si congeda dopo 10 anni, è stato il Papa a nominarlo direttamente. Anche per questo, sottolinea Bagnasco, in Europa è presente "un marcato populismo, che - mentre afferma di voler semplificare problemi complessi e di promuovere nuove forme di partecipazione - si rivela superficiale nell'analisi come nella proposta, interprete di una democrazia solo apparente". Il suo impegno per gli emarginati, i poveri e i rifugiati è ben noto: dal 2003 al 2008 è stato presidente di Caritas Italiana, incarico a cui è stato nuovamente eletto nel 2015; nominato arcivescovo di Agrigento nel 2008 da Benedetto XVI, dal 2013 guida anche la Commissione per i migranti della Cei e la Fondazione Migrantes.

"Intendo lavorare insieme con tutti i Vescovi, grato per la fiducia che mi hanno assicurato. Non si può vivere a lungo senza sentirsi utili e autonomi".

Vocazione Le radici di Gualtiero Bassetti affondano fra le montagne che dividono la Toscana e l'Emilia Romagna: nasce il 7 aprile 1942 a Popolano di Marradi, in provincia di Firenze ma nella Diocesi di Faenza-Modigliana.

"Non è possibile che le politiche familiari siano sempre nel segno di piccoli rimedi, quando sono necessarie cure radicali". "Il compito di mantenere le nostre aziende e di crearne di nuove è certamente di molti". Inviato come vice parroco nella comunità di San Salvi, nel 1968 è chiamato in Seminario come assistente al Minore e responsabile della pastorale vocazionale. Ho sentito, crescente negli anni, la conoscenza nostra aumentare e impastarsi di stima, benevolenza e amicizia vicendevole. Da Casa Santa Marta non filtra nulla sulla decisione del Papa, e l'unica certezza che aleggia nell'aula del Sinodo dove si svolge l'assemblea è che il Papa non ha fretta. Al Romano Pontefice, con il quale il nostro Episcopato gode di un legame unico, rinnovo a nome mio e dell'intero Corpo Episcopale leale obbedienza e sincero affetto. Lo ha detto il presidente Cei, card. "Il titolo della mia Visita, "Devo fermarmi a casa tua", dice tutto, ma il mio principale desiderio - ha sottolineato di recente il cardinale - è quello di conoscere capillarmente il territorio, rendermi conto fino in fondo anche delle bellezze, delle fragilità, delle ricchezze e delle povertà di questa stupenda Chiesa che il Signore mi ha affidato". "E, sempre più uniti, abbiamo compiuto la traversata a cui l'ora ci chiamava".

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