Strage di Capaci, Mattarella: "La paura non ha prevalso"

25 Mag, 2017, 10:58 | Autore: Benvenuta Pasqualone

"Ha mosso tante coscienze la lezione morale - sottolinea la parlamentare 5stelle - di Falcone, Borsellino, giornalisti, religiosi e civili, anche ignoti, che hanno combattuto fino all'estremo contro il dominio violento delle mafie".

È il giorno del ricordo: venticinque anni fa la mafia uccideva nel tratto di autostrada che collega Palermo con l'aeroporto, Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e gli agenti della scorta.

Il 19 luglio fu la volta di Paolo Borsellino, assassinato assieme a cinque agenti della sua scorta nella 'strage di via D'Amelio'.

I bambini nati nell'anno delle stragi di Capaci e Via D'Amelio sono ormai diventati adulti, qualcuno di loro ha già dei figli. Oggi continua ad avere controllo del territorio, continua a trafficare in droga, e soprattutto non va sottovalutato che continua fare affari e sta inquinando l'economia legale del nostro Paese e dell'Europa. Così il magistrato Daniela Troja ha ricordato a numerosi studenti accorsi allo Spasimo di Palermo i giorni di Falcone e Borsellino, raccontati in oltre 200 foto e 28 pannelli della mostra fotografica ANSA "L'eredità di Falcone e Borsellino", curata da Franco Nuccio e Franco Nicastro. Ricordiamo che il 21 marzo sono scese in piazza centinaia di migliaia di persone, così come in altri contesti, anche per quanto riguarda il 9 maggio a Cinisi ogni anno le iniziative in memoria di Peppino, assumono un prestigio maggiore e le presenze aumentano sempre di più.

Gli studenti sono intervenuti attraverso poesie, video, brani teatrali e cori, portati sul palco dai ragazzi dell'IPSSAR "Mattei" Vieste, del Centro Provinciale per l'Istruzione degli Adulti, del Liceo "Poerio" di Foggia, dell'ITAS "Pavoncelli" di Cerignola, della Scuola Media "Bovio" di Foggia, del Centro Universitario Teatrale Foggia, degli Istituti Comprensivi "Dante Alighieri", "Gabelli-Foscolo" di Foggia e "Di Vittorio-Padre Pio" di Cerignola.

"La mafia delle stragi era una mafia molto pericolosa, e la reazione che c'è stata ha dimostrato che quando lo Stato vuole la può sconfiggere".

E dunque, proprio perchè è stato fatto tanto ma la strada è ancora lunga, risulta fondamentale mantenere vivo il ricordo di coloro che hanno devoluto la propria esistenza alla lotta alla criminalità organizzata. "Che la mafia, piegata e sconfitta nel Maxiprocesso, si fosse rialzata, prendendosi la rivincita e, con essa, il suo perverso potere".

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