Fedeli spintonata medicata in infermeria

18 Giugno, 2017, 18:31 | Autore: Benvenuta Pasqualone

La legge sullo ius soli è una legge moderata, tutto sommato, e giusta. La titolare del ministero all'Istruzione è stata medicata nell'infermeria di palazzo Madama. Qualcuno ha sui cartelli con asta pericolosamente lunga le foto di alcuni dei terroristi di Londra e Parigi. Ma intanto i lavori d'Aula proseguono. Stessa sorte per il capogruppo Gianmarco Centinaio, seduto accanto alla ministra Fedeli, allontanato di peso dai commessi. "È già dura che la maggioranza ottenga una fiducia in Senato, figuriamoci quattro..." Ed è a quel punto che Grasso lo aveva espulso. Le urla sono state tali da costringere il presidente Pietro Grasso ad espellere il senatore del carroccio Sergio Volpi, riammesso solo qualche istante più tardi. Poi decide di graziarlo. Lei, raccontano alcuni esponenti Dem presenti nell'emiciclo, era ai banchi del governo quando i senatori della Lega sono arrivati di corsa "con i cartelloni e l'hanno spinta contro lo stesso tavolo e le sedie".

Nel primo pomeriggio, Valeria Fedeli ha commentato la vicenda tramite il suo account twitter, dove ha scritto: "Sto bene, grazie a tutte e a tutti". La collega Anna Finocchiaro, definisce "indecente la bagarre della Lega e il silenzio complice del M5S: che tristezza anteporre la ricerca del consenso alla civiltà", dice. In infermeria arriva anche Marco Centinaio. Una legge che il leader leghista giudica semplicemente "folle". "È una legge folle, non molliamo", avverte Salvini. "Poi hanno annunciato l'intenzione di astenersi" che al Senato vale voto contrario. Quanto allo ius soli previsto dalle norme attuali, relative allo straniero nato e residente in italia legalmente senza interruzioni fino a 18 anni, il termine per la dichiarazione di acquisto della cittadinanza viene aumentato da uno a due anni dal raggiungimento della maggiore età. È il presidente del Pd Matteo Orfini a dirlo. Il ddl è sostenuto dal Partito Democratico, e fortemente criticato da Lega e Forza Italia. Vero è che il tema è delicato, soprattutto in campagna elettorale. Il testo tornerà in Aula il 20 giugno. "Pronti anche all'iniziativa referendaria se il Parlamento dovesse approvare questa scelleratezza" ha continuato Storace. Giorgia Meloni (ma anche i sovranisti Storace e Alemanno) fanno sapere che se diventerà legge raccoglieranno le firme per un referendum abrogativo.

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