In pensione sempre più tardi, spunta l'ipotesi 67 anni per l'età minima

18 Giugno, 2017, 20:34 | Autore: Doriano Lui

E oggi sul tavolo dei tecnici dei ministeri di Economia e Lavoro, assieme alla Presidenza del consiglio i numeri parlano di 19,1 anni del 2016 per gli uomini (dai 18,6 anni del 2013) e di 22,4 anni per le donne (dai 22 nel 2013). I decreti sul pensionamento anticipato dei lavoratori precoci e sull'Ape sociale sono stati pubblicati venerdì in Gazzetta e da domani potranno essere inviate le domande all'Inps. Lo dichiara il vicepresidente di Unimpresa, Maria Concetta Cammarata, commentando l'ipotesi di un decreto del governo che sposterebbe l'età pensionabile dagli attuali 66 anni e sette mesi a 67 anni a partire dal 2019.

Il governo fa sapere che tutte le domande presentate entro il 15 luglio verrà predisposta una prima graduatoria, se i requisiti per ottenere l'indennità Ape sono raggiunti prima del primo maggio o tra questa data e il 15 luglio il beneficio sarà concesso retroattivamente o dal primo maggio o dalla data di raggiungimento del requisito. Complessivamente, nel 2017 potranno andare a riposo, secondo le stime del Governo, circa 60.000 persone (35.000 per l'Ape sociale e 25.000 per i precoci), mentre altri 45.000 potrebbero avere i requisiti nel 2018 (20.000 Ape sociale e 25.000 precoci). A compensare l'innalzamento dell'età pensionabile però sarebbe l'introduzione dell'Ape sociale a pieno regime. Per l'Ape le domande per il 2017 andranno accolte entro una spesa di 300 milioni. Non subito ma a partire dal 2019.

Per l'indennità serve avere almeno 63 anni di età e almeno 30 anni di anzianità contributiva per disoccupati e disabili.

L'indennità è corrisposta per 12 mensilità nell'anno, fino all'età prevista per il conseguimento della pensione di vecchiaia o comunque fino al raggiungimento dei requisiti per la pensione anticipata. Insieme a queste due soglie occorrerà trovarsi in questi quattro profili di tutela: disoccupati, invalidi almeno al 74%, assistere da almeno sei mesi il coniuge o un parente entro il 1° grado convivente, o svolgere da almeno sei anni negli ultimi sette mansioni gravose.

Il beneficiario dell'Ape sociale potrà anche continuare a lavorare purché i redditi da lavoro percepiti non vadano a superare 8mila euro lordi annui, e purché quelli derivanti da lavoro autonomo non superino i 4.800 euro.

Per come è strutturato attualmente il nostro sistema pensionistico, l'età pensionabile è determinata tenendo conto della speranza di vita dopo la fine del rapporto di lavoro.

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