Obesità, dati shock: è sempre più allarme mondiale

19 Giugno, 2017, 13:39 | Autore: Fausta Monteleone
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La pancia non c'è più è una frase che negli anni Sessanta introduceva il "codino" pubblicitario dei Caroselli dell'Olio Sasso, ed è rimasta nella memoria dei ragazzi di quella generazione come uno dei più celebri "tormentoni" dell'epoca.

L'aumento dell'obesità mondiale ha portato un ulteriore aumento dell'emergenza sanitaria causa sovrappeso: globalmente, si parla di 4 milioni di morti ogni anno attribuibili all'eccesso di cibo e alle problematiche derivanti. In Italia l'80% dei casi i diabete, il 55% dei casi di ipertensione e il 35% dei casi di cardiopatia ischemica e tumori sono da ricondurre a obesità e sovrappeso. Le patologie connesse all'obesità sono numerose: apnea notturna, asma, patologie cardiocircolatorie che possono portare all'infarto, cancro, patologie epatiche, sterilità, diabete, artrite, ipertensione. Inoltre, secondo i dati della Società italiana di chirurgia dell'obesità ogni anno nel nostro Paese 57mila persone muoiono per patologie collegate all'eccesso di peso.

NON SOLO OBESITA' - Dallo studio è emerso anche che non è soltanto l'obesità a costituire un problema per la salute, infatti già la presenza di un indice di massa corporea tra 25 e 30 (stato di sovrappeso), espone l'organismo al rischio di incappare in determinate patologie. Per questo Herman Toplak, presidente dell'Easo, dichiara: "È fondamentale rendersi parte attiva nel sensibilizzare la popolazione sull'importanza della prevenzione e dell'adozione di stili di vita sani, così come ci suggerisce il motto dell'Eod17: combattiamo l'obesità insieme".

Gli obesi nel mondo sono due miliardi, ma la vera notizia è che questa categoria è in salita pure in Africa.

Purtroppo, l'obesità provoca malattie cardiovascolari, disturbi metabolici e almeno una dozzina di tumori (tiroide, esofago, stomaco, pancreas, fegato, colon-retto, seno, ovaie, utero, rene). Sono questi i dati che emergono dall'ultima istantanea scattata da un gruppo di ricercatori guidati dall'università di Washington e pubblicata sulla rivista scientifica "New England Journal of Medicine". Lo studio, che ha coinvolto 195 paesi e considerato un periodo molto lungo dal 1980 al 2015, sarà anche presentato a Stoccolma in occasione dell'EAT Stockholm Food Forum. Tra i venti Paesi più popolosi, il massimo livello di obesità tra i bambini e i giovani adulti è stato rilevato negli Stati Uniti (13 per cento). In oltre 70 nazioni, dal 1980 a oggi, il tasso è raddoppiato. In Africa sono il Burkina Faso, il Mali e la Guinea Bissau i tre Stati che hanno fatto registrare la crescita più rapida: qui oggi risulta obeso in media il sette per cento della popolazione.

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