Fassone: "Donnarumma aveva tutto per diventare un simbolo e l'offerta era enorme"

20 Giugno, 2017, 06:37 | Autore: Benvenuta Pasqualone

La battuta di Massimiliano Mirabelli è fulminante.

Gigio Donnarumma non rinnova. "Gigio è tifoso del Milan e chi lo insulta non lo è", è intervenuto sui social il fratello Antonio, portiere pure lui, "Ha sempre onorato e dato l'anima per questi colori". Il mancato rinnovo di Donnarumma, scelta presa di comune accordo con Mino Raiola, ha destabilizzato (e non poco) l'ambiente rossonero attirando le attenzioni di Real Madrid, Paris Saint Germain e infine della Juventus, con Marotta pronto ad inserirsi per il portierone del Milan.

Proviamo per un attimo a non pensare ai soldi, che potrebbero aver avuto un peso fondamentale solo se le squadre interessate a Gigio avessero fatto proposte di gran lunga migliori rispetto a quella di Fassone & C. Proposta molto competitiva e probabilmente sufficiente a convincere il portiere, se abbinata a prospettive di crescita professionale al top. Tuttavia, i campioni d'Italia punterebbero al regime di svincolo, cosa che non sposerebbe gli interessi dell'agente di Donnarumma.

Per il momento con lui non faremo nulla. L'input della proprietà è non accettare offerte. Anche se a caldo la linea dettata dal proprietario cinese Li Yonghong era di non valutare offerte, se ne dovessero arrivare attorno ai 20-30 milioni di euro al Milan converrebbe realizzare subito una plusvalenza comunque notevole visto che nel 2013 Donnarumma è stato pagato 300mila euro e ha un ingaggio da 120mila euro netti. Non lo vendiamo. Per ora. Perché il calciatore e il suo entourage non hanno gradito molte cose. Volevamo regalare un simbolo ai nostri tifosi e lui aveva tutto per diventarlo. Ci sono però alcuni elementi decisivi non ancora sciolti e che potrebbero presto cambiare nuovamente le carte in tavola.

Ma perché siamo arrivati a parlare di Galliani? È una situazione che fa a cazzotti coi buoni propositi (ma anche con l'esigenza strategica) di puntare sui giocatori fatti in casa: spesso ci si riempie la bocca con la retorica dei giovani e del futuro, ma poi non si forniscono alle società - specie a quelle meno ricche e quindi più esposte alla concorrenza delle "big" - gli strumenti per rendere economicamente vantaggioso un certo tipo di politica.

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