Torturava e uccideva migranti: arrestato dalla Polizia di Agrigento "Rambo"

20 Giugno, 2017, 17:32 | Autore: Santina Resta
  • Migranti: Agrigento, arrestato 'Rambo' trafficante e torturatore

È inoltre sospettato di essere uno dei responsabili delle torture e delle sevizie perpetrate in Libia nella casa-prigione "Alì il libico", dove i migranti venivano privati di tutte le loro libertà prima di iniziare la traversata nel Mediterraneo verso le coste italiane.

La polizia di Agrigento ha arrestato John Ogais, nigeriano, 25 anni mentre si trovava nel Cara "S.Anna" di Isola di Capo Rizzuto. E' lui, John Ogais, 25enne nigeriano, uno dei torturatori che in Libia avrebbe ucciso, stuprato, sottoposto ad ogni tipo di violenze decine di migranti passati dalla connection house di "Ali il libico". E' stato individuato come uno dei complici di Sam Eric Ackom, ghanese tratto in arresto dalla Squadra mobile di Agrigento a marzo, sempre su ordine della Dda di Palermo e a carico del quale sono state gia' confermate le accuse da parte delle sue vittime davanti al Gip nel corso di un drammatico incidente probatorio.

Il provvedimento porta la firma dei pubblici ministeri Calogero Ferrara e Giorgia Spiri della Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo, guidata da Francesco Lo Voi.

Le indagini su "Rambo" sono state condotte dalla squadra mobile di Agrigento, in collaborazione con quella di Crotone. E' accusato, oltre che di tratta di esseri umani, di omicidio, sequestro di persona, e violenza sessuale. Entrambi gli Uffici sono stati coordinati dalla Seconda Divisione del Servizio Centrale Operativo di Roma.

La polizia è riuscita a incastrarlo grazie alle testimonianze raccolte dagli altri migranti che hanno detto che Ogais si faceva chiamare "Rambo" e non si faceva scrupoli ad ammazzare e seviziare le persone. "So che mio cugino e altri hanno provato a scappare e che sono stati ripresi e ridotti in fin di vita, a causa delle sevizie cui sono stati poi sottoposti". Poi azionavano la corrente elettrica per fare scaricare la tensione addosso a me. Una volta fermato, gli agenti hanno condotto il nigeriano presso la casa circondariale di Catanzaro. Questo avveniva circa due volte alla settimàna.

E poi ancora: " Ho assistito personalmente al pestaggio sino alla morte di due persone, un nigeriano minorenne e un altro uomo, anch'esso nigeriano ucciso da Rambo davanti al fratello della vittima. Altre volte mi picchiavano, in varie parti del corpo, con dei tubi. Altra testimonianza: "A volte mi legavano le braccia e poi mi appendeva in aria, per picchiarmi ripetutamente e violentemente". Nello stesso momento dell'omicidio, Rambo minacciava armato di pistola, il fratello della vittima, di non raccontare nulla alla famiglia e di farsi mandare immediatamente i soldi - dice un altro -.

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