Banche venete: Padoan, 4,78 mld a Intesa

26 Giugno, 2017, 17:31 | Autore: Benvenuta Pasqualone

Un paracadute che i sindacati bancari hanno accolto esultando, ricordando che invece l'Europa cattiva avrebbe fatto molto più male. "I cittadini si ritrovano doppiamente danneggiati dalla crisi di Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza" aggiunge. Ancora da definire la parte a carico dello Stato. "Sono previste norme speciali per assicurare l'immediata efficacia della cessione nei confronti dei terzi, anche in considerazione della necessità di assicurare la continuità dell'esercizio dell'impresa per evitare lo scioglimento dei contratti conseguente all'avvio della procedura concorsuale". Uno dei nodi riguarda le coperture: le attività in via di cessione non devono avere impatto negativo sul patrimonio dell'acquirente. Mef e Banca d'Italia stanno lavorando duramente per trovare un accordo tra le parti. A stretto giro arriveranno il decreto del ministero dell'Economia per la liquidazione e la nomina dei commissari da parte della Banca d'Italia. Una mission non certo facile, ma tremendamente cruciale.

Inoltre con il conferimento di capitali di imprenditori veneti si vuole creare una nuova ed importante Banca Veneta che abbia a riferimento i valori e le attività (famiglie, aziende, Enti, Associazioni) prettamente regionali, e che non debba perseguire logiche e politiche dettate da soggetti provenienti dall'esterno.

L'esborso a carico dello Stato è, per ora, pari a 5,185 miliardi.

Secondo il piano stilato da Intesa San Paolo resteranno alle due banche in difficoltà i 9,6 miliardi di sofferenze lorde (dati al 31 dicembre), gli 8,3 miliardi di probabili inadempienze e i 238 milioni di scaduti. A queste ultime resteranno anche le obbligazioni senior, che saranno rimborsate a scadenza, e i crediti deteriorati, che saranno ceduti alla Sga del Tesoro per lo smaltimento. Nel dettaglio, 6,3 miliardi serviranno per i crediti che non risultino solvibili mentre alti 4 per i crediti solvibili che dovessero risultare ad alto rischio.

Resta fermo che le banche in liquidazione coatta amministrativa risponderanno dei danni derivanti dal contenzioso pregresso nonché da quello relativo alla disciplina sull'acquisto di azioni proprie e/o sui servizi di investimento, ivi compreso quello promosso da soggetti che abbiano aderito, non abbiano aderito ovvero siano stati esclusi dalle cosiddette "Offerte Transattive" e dagli "Incentivi Welfare"; - imposte differite attive delle banche acquisite pienamente usufruibili da Intesa Sanpaolo; - il diritto per Intesa Sanpaolo di modificare il perimetro dell'operazione dopo la data di esecuzione ove necessario al fine di ottenere le incondizionate approvazioni antitrust. Si va quindi verso una maxi bad company da oltre 20 miliardi di crediti lordi. "Lo Stato mette a disposizione risorse a Intesa Sanpaolo per un ammontare di 4,785 miiliardi relativi ad operazioni necessarie per mantenere la capitalizzazione e il rafforzamento patrimoniale di Intesa a fronte dell'acquisizione delle due banche venete".

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