Renzi saluta il centrosinistra. Ora gli resta solo Berlusconi

27 Giugno, 2017, 08:14 | Autore: Benvenuta Pasqualone
  • Sicilia Politica

Perdere, si sa, non è facile. Come accade quasi sempre per le amministrative. Che si permette anche il lusso di provare a fare lo statista, se gli riuscirà. Ed infine il terzo è dare la colpa della sconfitta a fattori esterni.

Quindi la profusione di Renzi deve essere a raggranellare più voti per il Pd nelle politiche compiendo il rinnovamento definitivo di quel partito. La batosta subita a Genova è ovviamente quella che brucia di più. "Allo sconfitto Paolo Scarpa (centrosinistra) ho già scritto, dicendo che dato che ci eravamo promessi di fare una opposizione sui contenuti, spero ci possa essere anche una larga convergenza senza motivi ideologici". Ma quello di confondere il particolare con l'universale è un aspetto e un pregiudizio cui gli italiani non sanno rinunciare. Un mondo magico dove il PD ha addirittura vinto le amministrative. Le sue prime dichiarazioni poco dopo aver ricevuto la conferma della vittoria. Il segretario del Pd posta un grafico realizzato da Youtrend, relativo ai Comuni sopra i 15mila abitanti. Luci e ombre in tutte le altre zone.

Perché è ovvio che dal risultato di stanotte si trarranno anche conclusioni sul piano nazionale. La ragione di tanto astensionismo è da spiegarsi sia con la tendenza generale al non voto che si verifica ormai in tutte le elezioni italiane, ma anche a qualcos'altro che è avvenuto solo qui a Taranto, in cui tale fenomeno è stato davvero esagerato. C'è gente, della vecchia guardia, quelli provenienti dal sindacato, i puri e duri che da tempo non votano Pd (pur dicendo di farne parte), non danno il voto al candidato del centrosinistra con dentro il Pd manco con l'arrivo dello Spirito Santo. Al primo turno i 5 Stelle si lamentavano che gli altri partiti si fossero coalizzati in "accozzaglie" mentre loro erano andati da soli? Le solite menzogne dei media.

Se il risultato elettorale riaccende le tensioni interne al Pd, la sinistra ne approfitta per attaccare i Dem e Renzi.

Prima di tutto bisogna guardare dentro al PD. È il giudizio di Francesco Comi, segretario regionale del Partito Democratico. Ah, se solo Renzi li avesse "fatti fuori tutti" probabilmente oggi staremmo commentando una remuntada e non una sconfitta. Colpa di correnti e diatribe nel Pd. Non basta. Una parolina, uno straccio di complimento per l'alfiere Tambellini, che ha mantenuto alta la slabbrata bandierina del Pd in Toscana, ci voleva proprio. Lui invece non ha nessuna colpa né alcuna responsabilità. "Uniti si vince, no perditempo", incalza Giorgia Meloni anticipando un dibattito che, nei prossimi giorni, si farà infuocato. Qualcosa come la Democrazia Cristiana. E Renzi è la persona meno adatta per costruire un partito che abbia una presenza locale diffusa e radicata, perché è l'esponente di una cultura politica che valorizza questo.

Adesso, secondo le strategie renziane del falso "mi gioco tutto", dopo la sconfitta al referendum che nascondeva la proposta di pericolosi risvolti autoritari, l'"homo novus" sta pensando ad elezioni anticipate con una legge che conservi il premio di maggioranza e le liste bloccate, onde potere decidere interamente chi dovrà sedere in parlamento e al senato.

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