Savona: "Ce l'ho messa tutta ma il Pd ha fatto poco"

27 Giugno, 2017, 07:59 | Autore: Benvenuta Pasqualone
  • Trapani sceglie tra un sindaco e un commissario

Il ballottaggio spacciato per thriller andato in scena a Trapani è scivolato su un copione dall'esito scontato e senza colpi di scena. Non è stato raggiunto neanche il primo dei due risultati richiesti per eleggere Pietro Savona unico candidato rimasto in corsa. I cittadini trapanesi al primo turno hanno votato sindaci e consiglieri comunali, con un'elezione che è stata giudicata valida. Trapani posteriormente il essere di turno durante ballottaggio si avvia lato il commissariamento. La bassa affluenza alle urne, che si attesta al 26,75%%, 'sconfigge' l'unico candidato in corsa per fare il sindaco, Piero Savona (Pd), la cui unica speranza era un'affluenza almeno del 50% e la conquista del 25% delle preferenze.

Francesca Valenti, candidata del centrosinistra, col il 54,03%, è il sindaco di Sciacca (Agrigento), uno dei sette comuni siciliani impegnati nel ballottaggio per l'elezione del primo cittadino. Lo dice proprio il sindaco uscente, Vito Damiano, ex generale dei Carabinieri e protagonista di un quinquennio parecchio agitato per lui, sopratutto dopo avere rotto, già a pochi mesi dalla sua elezione, con i suoi sostenitori, che sono gli stessi protagonisti assoluti della campagna elettorale appena conclusasi, ossia D'Alì e Fazio. Ieri alle 19 con una percentuale dei votanti del 16 per cento, Pietro Savona ha ammesso la sconfitta.

Domani la commissione elettorale circoscrizionale dovrebbe formalizzare il risultato elettorale e trasmettere gli atti alla Regione per il decreto di nomina del commissario che guiderà il comune di Trapani fino alla prima tornata utile per nuove elezioni, nel 2018: si fa il nome dell'ex procuratore di Palermo Francesco Messineo, che aveva svolto il medesimo ruolo a Castelvetrano (Tp), il paese di Messina Denaro, prima dello scioglimento del comune per infiltrazioni mafiose.

Potrebbe arrivare un commissario a Trapani. A questo aggiungiamo la feroce propaganda palese per il "non voto" che ha visto accomunati D'Alì e Beppe Grillo in particolare, che ha ulteriormente creato confusione; sono prevalsi gli interessi di bottega a danno di quelli dei cittadini.

Si tratta ad esempio delle liste civetta del Mattarellum, che per aggirare il meccanismo dello scorporo avrebbero avuto maggior successo prendendo meno voti.

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