Mediaset, nuova causa contro Vivendi

28 Giugno, 2017, 19:17 | Autore: Benvenuta Pasqualone
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Anche gli azionisti di minoranza hanno votato quasi interamente a favore (94% del totale). Mediaset archivia un 2016 "difficile", che si è chiuso con una perdita in massima parte ascrivibile al conflitto con Vivendi che "ha smesso le sembianze del partner finanziario per mostrare il volto del raider finanziario". Tanto più che Vivendi ha disertato l'assemblea di oggi, convocata per approvare il bilancio 2016, nominare il collegio sindacale, dare il via libera al piano di acquisto di azioni proprie fino al 10% e alla relazione sulla remunerazione e nominare la società di revisione. Il gruppo presieduto da Vincent Bolloré ha presentato il 19 giugno in Agcom il piano per ottemperare alla delibera dell'Authority che impone di fatto di scegliere se restare sopra il 10% in Telecom o in Mediaset. "Poche settimane fa abbiamo nuovamente citato in tribunale Vivendi per violazione contrattuale, concorrenza sleale e violazione della legge sul pluralismo televisivo". Fininvest detiene il 39,53% del capitale, nonchè azioni proprie pari al 3,795% del capitale senza diritto di voto. "La prima causa era legata alla rottura del contratto, questa seconda è conseguenza di ciò che è avvenuto dopo - ha commentato l'amministratore delegato di Mediaset Pier Silvio Berlusconi - Ci tengo a precisare che non andiamo sul risarcimento danni ma vogliamo l'esecuzione del contratto". Pur evidenziando le modalità "poco ortodosse" di Vivendi e l'"errore di valutazione" sul caso Premium, il rappresentante del fondo, Arturo Albano, ha invitato infine il management di Cologno Monzese ad un cambio di passo con "nuove strategie". Ma "in autunno è prevista una nuova asta per i diritti tv della serie A, noi parteciperemo con l'obiettivo di ottenere la migliore offerta televisiva calcistica per i tifosi italiani".

La posizione non cambia in merito ad una possibile intesa con Sky, realtà con la quale "anche in passato ci siamo scambiati i diritti, e la scelta ha portato benefici ad entrambe le società". "Ma la domanda non è come farebbe Premium senza la serie A, ma la serie A senza Premium".

Berlusconi non ha nemmeno escluso un'intesa con Tim per partecipare alla prossima asta sui diritti tv della Serie A, purché "faccia l'interesse delle due società, perché no", ha detto, anche se "ad oggi non ci sono dialoghi concreti".

Il gruppo, inoltre, "è disponibile a ragionare con altri operatori delle torri per fare operazioni capaci di creare valore", ha detto ancora Confalonieri, che poi, in riferimento al fallimento dell'aggregazione tra la controllata Ei Towers e Rai Way, ha precisato: "Chi ci ha fermato è stato il Governo, che ha stabilito che la maggioranza doveva rimanere pubblica".

La raccolta pubblicitaria del gruppo Mediaset nel primo semestre dell'anno dovrebbe, invece, chiudersi lievemente positiva.

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