Padoan fiducioso su recupero aiuti a banche venete

28 Giugno, 2017, 23:31 | Autore: Fausta Monteleone
  • BANCHE VENETE, UE APPROVA LE MISURE:

La Borsa premia Intesa Sanpaolo, che chiude in rialzo del 3,5% in una seduta brillante per Milano, trascinata dai bancari.

Il contratto siglato da Intesa con i commissari liquidatori delle due banche venete, alla simbolica cifra di un euro, e riguardante attività e passività nonché rapporti giuridici delle due realtà bancarie, secondo una nota diffusa da Intesa concerne: " un perimetro segregato che esclude i crediti deteriorati sofferenze, inadempienze probabili ed esposizioni scadute, le obbligazioni subordinate emesse, nonché partecipazioni ed altri rapporti giuridici considerati non funzionali all'acquisizione".

All'indomani dell'acquisto da parte di Intesa San Paolo della parte sana delle due ex popolari venete, Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, al prezzo simbolico di un euro, l'amministratore delegato della prima banca d'Italia ha rilasciato un'intervista a La Repubblica per difendere il suo istituto dalle accuse mosse dalla stampa nelle scorse ore. "Se non hanno fatto nessuna offerta evidentemente non stiamo parlando di un regalo, di un gioiello, ma di una situazione complessa su cui bisognera' lavorare molto".

Lo Stato pagherà 5 miliardi a Intesa e darà garanzie per 12 miliardi, tutto a spese dei contribuenti. Abbiamo invece liquidato le banche e salvato lavoratori, risparmiatori e imprese. "Con questa operazione noi mettiamo in sicurezza molte persone".

I 118.994 soci di Banca Popolare di Vicenza e gli 87.502 di Veneto Banca hanno subito il deprezzamento delle proprie azioni per complessivi 10 miliardi di euro, cui si aggiungono ulteriori perdite negli ultimi anni per quasi 9 miliardi di euro e aumenti di capitale per 6,5 miliardi.

Una prima parte di questa somma sarà impiegata per sostenere i costi della riduzione dei dipendenti dei due istituti (bisognerà pagare 1,2 miliardi per l'uscita volontaria di circa 4.000 addetti, su 11.000). Del resto per gli esperti della banca d'affari giapponese l'operazione messa in atto da Intesa Sanpaolo è solo l'ennesimo salvataggio realizzato dal dicembre 2016 in poi, il che "riflette i grandi problemi ancora presenti nel settore bancario italiano". E degli azionisti che vogliono il loro dividendo. "Domenica sera il ministro dell'Economia, con il rigore che lo contraddistingue, ha citato i 17 miliardi come ipotetico impegno massimo che lo Stato avrebbe dovuto affrontare". Si sente cosi'? "Proprio no. Ma non accetto nemmeno di sentirmi dire che ho avuto un regalo". Mentre non è previsto alcun rimborso per gli investitori istituzionali che detengono titoli subordinati. Si è trattato quindi "dell'unica operazione possibile - conclude Messina - lo scenario alternativo di un fallimento sarebbe stato gravissimo per lo Stato".

A proposito della questione relativa aiuti di Stato, Padoan ha sottolineato che "non sono vietati in Europa, purché vengano erogati rispettando regole precise".

"Se la sono pensata bene: la parte sana regalata alle banche amiche, i debiti e le cause in pancia allo Stato, i truffatori tutti al loro posto ricoperti di milioni di euro e bonus".

Così evidentemente non era, ma le banche, allevate da decenni col principio del "too big to fail" (troppo grosse per fallire) o, come nel caso in oggetto, del "too interconnected to fail" (troppo interconnesse per fallire) sanno di poter superare ogni limite di rischio e ogni disinvoltura nelle proprie operazioni, con la certezza che alla fine il pubblico interverrà.

Raccomandato: