Recensione - Codice Criminale, di Adam Smith

30 Giugno, 2017, 06:15 | Autore: Fausta Monteleone
  • Codice Criminale: Michael Fassbender protagonista di una nuova video intervista

Un complice rapporto di odio-amore reso palpabile da due fantastici interpreti: sulla base di una densa imbastitura di gesti e di sguardi, il Chad di malinconica fragilità di Michael Fassbender e il protervo Colby di Brendan Gleeson si contrappongono rendendo umani personaggi a rischio di risultare solo sgradevoli; e impedendo al film di cadere nella trappola di un troppo compiaciuto estetismo della marginalità. Ma quando Chad diventa padre cresce in lui la voglia di abbandonare la vita itinerante e assicurare ai figli e alla moglie Kelly (Lyndsey Marshal) un futuro migliore. Con la polizia sempre più alle calcagna e la presa di suo padre sempre più serrata, Chad inizia a realizzare che il suo destino potrebbe non essere più nelle sue mani e che salvare la sua famiglia potrebbe comportare un doloroso sacrificio.

Nonostante sia basato su un soggetto interessante, anche se non molto originale, il film d'esordio alla regia di Adam Smith lascia un po' perplessi. La colonna sonora è stata affidata ai Chemical Brothers, per i quali Smith ha anche diretto il video di Galvanise e il film Don't Think.

Il problema è che a nostro giudizio i protagonisti di questa storia, gli "zingari" appunto, non sono sufficientemente caratterizzati, peculiari, non trasmettono quei tratti distintivi che invece le reali comunità nomadi, nel bene e nel male, possiedono. Non manca comunque l'azione; Codice criminale è un crime drama adrenalinico, emozionante considerando che, anche se i personaggi della famiglia sono immaginari, lo sceneggiatore e produttore Alastair Siddons si è ispirato a fatti cronaca realmente accaduti. Una storia che per lo spettatore sarà un po' come uno schiaffo.

Ma cosa succede quando sei costretto a scegliere tra alcuni membri di essa? Anzi, in molti si erano addirittura chiesti come e perché un film tanto anonimo e mediocre fosse riuscito a rientrare nella selezione ufficiale di un festival cinematografico così prestigioso. La pellicola ci insegna che scappare non serve, bisogna pagare per le proprie azioni, prendersi le proprie responsabilità, e imparare dai propri errori.

Raccomandato: