Inps: Cgil, parole Boeri lontane da realtà, subito riforma governance

04 Luglio, 2017, 15:55 | Autore: Doriano Lui
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L'Inps - spiega Boeri - ha eseguito una simulazione dell'evoluzione da qui al 2040 della spesa sociale e delle entrate contributive nel caso in cui i flussi di entrata di contribuenti extra-comunitari dovessero azzerarsi: "Nei prossimi 22 anni avremmo 73 miliardi in meno di entrate contributive e 35 miliardi in meno di prestazioni sociali destinate a immigrati, con un saldo netto negativo di 38 miliardi per le casse dell'Inps".

"Per avere un sistema di protezione sociale in grado di difendere i più deboli non solo dalle recessioni, ma anche dalle grandi sfide della globalizzazione e del progresso tecnologico abbiamo bisogno di zoccoli minimi sia per le famiglie, un reddito minimo garantito, che per gli individui che lavorano, un salario minimo", ha detto il presidente dell'Inps, Tito Boeri. Insomma, sostiene Boeri, "una manovrina in più da fare ogni anno per tenere i contri sotto controllo". E' arrivato il momento, secondo il presidente dell'Inps Tito Boeri, per l'introduzione del salario minimo nel nostro ordinamento.

Tito Boeri, la verità sull' Inps: "Su 440 prestazioni, solo 150 sono previdenza".

Gli incentivi contributivi, sottolinea, in questo contesto non hanno avuto un ruolo dato che la decontribuzione era la stessa sopra e sotto la soglia.

"Non possiamo opporci alla ricollocazione di lavoro indotta dai cambiamenti strutturali, ma possiamo rendere questa mobilità meno costosa con assicurazioni salariali e una fiscalizzazione dei contributi previdenziali all'inizio della vita lavorativa - ha aggiunto Boeri -". "Porterebbe - ha spiegato - a un trasferimento dai lavoratori più anziani e dai pensionati verso i lavoratori più giovani", i più penalizzati sul fronte previdenziale. Sono 5,8 milioni i pensionati italiani che nel 2016 potevano contare su un reddito da pensione inferiore a 1.000 euro al mese, il 37,5% del totale (15,5 milioni i pensionati), in calo dal 38% del 2015. Molti lasciano l'Italia prima di maturare i requisiti per la pensione e ci regalano i loro contributi: le nostre stime prudenziali sono ad oggi di circa un punto di pil, ecco perché l'Italia ha bisogno di più immigrati. Come sempre si rileva una differenza di genere spropositata: per le donne la percentuale di chi riceve meno di mille euro al mese sul totale delle pensionate è del 46,8%, per gli uomini è del 27,1%. Inoltre, le misure per incentivare il ritorno delle mamme al lavoro e il congedo di paternità non funzionano pienamente: due terzi dei neopadri non hanno preso il congedo nel 2015.

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