Tortura: Camera, ok a legge, ora è reato

05 Luglio, 2017, 22:55 | Autore: Santina Resta
  • Tortura: Camera, ok a legge, ora è reato

Il testo è stato approvato alla Camera con 198 voti a favore, 35 contrari e 104 astenuti (tra cui M5S, Sinistra italiana e Mdp). Gli anni di carcere salgono a fino a un massimo di 12 se a commettere il reato è un pubblico ufficiale. Alla medesima pena soggiace anche chi pubblicamente fa l'apologia di uno o più delitti. I detrattori della legge sostengono che si tratta di un provvedimento punitivo nei confronti delle forze dell'ordine, limitandone il campo d'azione. Francesco Paolo Sisto di Fi bolla il ddl come "un esempio di diritto modaiolo che aumenta la produzione di indagini nei confronti di chi le fa". E ancora, vi è tortura anche se la persona non è privata della propria libertà, come avvenuto nella Diaz, mentre "la norma impone la necessità di tale circostanza".

Il governo apprezza. La ministra Anna Finocchiaro parla di "un passaggio importante, per il quale il Parlamento lavora da quasi vent'anni e del quale non possiamo che essere soddisfatti".

La nuova legge prevede delle aggravanti se il reato è commesso da un pubblico ufficiale e introduce il reato di istigazione alla tortura (articolo 613-ter). Infine, la morte come conseguenza della tortura nelle due diverse ipotesi: di morte non voluta, ma conseguenza dell'attività di tortura (30 anni di reclusione); di morte come conseguenza voluta da parte dell'autore del reato (pena dell'ergastolo). 613-bis prevede esplicitamente che la tortura si realizza mediante violenze o minacce gravi o crudeltà (ovvero con trattamento inumano e degradante), si legge nella relazione tecnica che accompagna il testo.

La pena può arrivare fino ai 12 anni, se a commettere il reato è un pubblico ufficiale o un incaricato di pubblico servizio, "con abuso dei poteri o in violazione dei doveri inerenti alla funzione o al servizio". Viene, tuttavia, precisato che la fattispecie aggravata non si applica se le sofferenze per la tortura derivano unicamente dall'esecuzione di legittime misure privative o limitative di diritti.

Le proteste contro il reato di tortura

Il testo prevede poi che nessuno possa essere espulso, respinto o estradato verso paesi dove vi sia il fondato rischio, tenendo anche conto della presenza di violazioni dei diritti umani gravi e sistematiche, che sia sottoposto a tortura.

L'articolo 2 stabilisce che "le dichiarazioni o le informazioni ottenute mediante il delitto di tortura non sono comunque utilizzabili" in un processo penale.

IMMUNITA' ED ESTRADIZIONE - Escluso il riconoscimento di ogni "forma di immunità" per gli stranieri che siano indagati o siano stati condannati per il delitto di tortura in altro Stato o da un tribunale internazionale.

Raccomandato: