Charlie Gard, Johnson ad Alfano: impossibile portarlo a Roma

06 Luglio, 2017, 10:09 | Autore: Fausta Monteleone
  • Antoine Mekary | ALETEIA

"Quando ci ha chiamati la mamma l'abbiamo ascoltata con molta attenzione".

"L'ospedale ci ha detto che, per motivi legali, non può trasferire il bambino da noi". 'La Farnesina - ha aggiunto - ha ottenuto la stessa risposta che l'Ospedale di Londra ha dato a noi.

L'ospedale pediatrico di Roma Bambino Gesù, vera eccellenza in ambito pediatrico, aveva dato la sua disponibilità ad accogliere il piccolo Charlie Gard, bimbo di 10 mesi affetto da una rara malattia mitocondriale e condannato all'eutanasia dalla corte suprema inglese. "Domani (oggi, ndr) ho un colloquio telefonico con il mio omologo Boris Johnson e ne parlerò con lui". Il primo ministro si è detta vicina ai genitori di Charlie e comprende il loro sforzo nel cercare di fare tutto il possibile per il piccolo ma allo stesso tempo riconosce le difficoltà per i medici che devono prendere decisioni in circostanze tanto drammatiche.

Nell'ambito dei progetti di accoglienza sono state assicurate 93.120 notti gratuite a 3.700 famiglie nelle 200 stanze messe a disposizione dei genitori dei piccoli pazienti, attivate 6.500 mediazioni culturali in 43 lingue, presi in carico 102 pazienti provenienti dall'estero ed effettuate mille visite pediatriche nelle parrocchie e nei campi rom. "Dietro tanti numeri, ci sono ragazzi curati e spesso salvati - ha spiegato Enoc -, malattie senza nome diagnosticate e tanti bambini che non avrebbero potuto ricevere nessuna cura se l'ospedale non avesse aperto le porte e il cuore". In queste ore infatti sono continuati i contatti fra la direzione dell'ospedale romano e le autorita' inglesi, cosi' come con la famiglia del bambino.

Interviene anche la Santa Sede che, ha detto il segretario di Stato Vaticano, il cardinal Pietro Parolin, "farà il possibile per superare gli ostacoli legali per il trasferimento".

"Ho chiesto al direttore sanitario di verificare con il Great Ormond Street Hospital di Londra, dove è ricoverato il neonato, se vi siano le condizioni sanitarie per un eventuale trasferimento di Charlie presso il nostro ospedale". Aveva detto in precedenza la presidente dell'Ospedale pediatrico Bambino Gesù. Se però qualcuno e i genitori acconsentano a voler provare una cura sperimentale.noi ci siamo, ma è una decisione dei genitori. A riferirlo è la presidente dell'ospedale del Papa, Mariella Enoc.

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