I vaccini obbligatori scendono a 10: ecco quali sono

11 Luglio, 2017, 12:10 | Autore: Fausta Monteleone
  • Decreto vaccini: modifiche e novità | Governance

E' arrivato nella notte il via libera al decreto vaccini in commissione Sanità al Senato. Superato il primo giro di boa, con il via libera di Palazzo Madama, il Ddl di conversione (con deadline il 6 agosto) dovrebbe trovare strada spianata alla Camera. Secondo quanto è stato riferito, tale emendamento sarebbe stato approvato senza attendere il parere della commissione di Bilancio, né senza alcuna relazione tecnica da parte della Ragioneria di Stato. Che l'ha già modificato riducendo il numero dei vaccini obbligatori e abbassando le sanzioni per i genitori no vax.

Al di là delle varie critiche e controversie, i vaccini (almeno quelli principali) rimangono obbligatori in Italia. Questo vale anche i docenti ed il personale ATA.

Intanto, tra le modifiche finora apportate dal passaggio in Commissione al Senato, "la principale -continua l'agenzia - riguarda l'emendamento della relatrice Patrizia Manassero (Pd) che ha ridotto le vaccinazioni obbligatorie da 12 a 10 (restano: polio, difterite, tetano, epatite B, pertosse, emofilo di tipo B, morbillo, parotite, rosolia e varicella)". Nel corso della seduta notturna la Commissione ha approvato, tra gli altri, l'emendamento che prevede l'istituzione dell'Anagrafe Vaccinale Nazionale, che registrerà la situazione vaccinale degli italiani, e un emendamento che prevede vaccinazioni anche per operatori sanitari, sociosanitari e scolastici. Sono invece 4 le "consigliate" attivamente dalle Asl: anti-meningococco B e C, anti-pneumococco e anti-rotavirus. La sanzione massima per i genitori inadempienti passa da 7500 euro (come previsto nella prima versione) a 3.500 euro. Il minimo è 500 euro e l'entità della sanzione varierà in base al numero di vaccinazioni non effettuate. Tra gli emendamenti approvati nei giorni scorsi, uno prevede la possibilità, per i medici, di somministrare i vaccini in farmacia, contro la quale però si sono espressi sia la Fnomceo sia i pediatri Fimp.

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