Migranti, Roma insiste: sbarchi in altri porti Ue

12 Luglio, 2017, 11:43 | Autore: Santina Resta
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L'agenzia si è poi impegnata ad aumentare la propria presenza negli hotspot in Italia "per aiutare le autorità nazionali ad accelerare il processo di identificazione e registrazione dei migranti, così come le procedure per gestire le richieste di asilo".

TRITON: Per Ewa Moncure il problema non si pone: "Tutte le attività di Triton sono coordinate dalla Guardia Costiera, che decide come distribuire le imbarcazioni". Il direttore di Frontex Leggeri ha chiesto agli Stati europei di mantenere gli impegni di rafforzare l'operazione. Il Viminale esprime comunque soddisfazione per quella che appare come una prima disponibilità alla rinegoziazione dell'operazione Triton, "così come avevamo auspicato". E soprattutto, la missione "non è stata imposta" ma "è stata chiesta" dall'Italia.

L'Agenzia Ue dopo l'incontro con la delegazione italiana ha fatto sapere che Frontex aumenterà il suo sostegno all'Italia sul fronte rimpatri, hotspot, sorveglianza aerea delle coste e sul codice di condotta per le ong.

Si tratta dunque perlopiù di "migranti economici: essenzialmente - ha proseguito - provengono da Paesi sub-sahariani".

"È stato concordato che sarà stabilito senza ritardi un gruppo di lavoro per identificare ulteriormente ed elaborare cosa deve essere rivisto nel concetto operativo di Triton in vista delle decisioni già raggiunte a livello politico" a Tallinn sul Piano della Commissione Ue. Quanto al codice di condotta per le Ong che l'Italia sta elaborando, una volta che sarà adottato verrà valutato dallo stesso gruppo di lavoro per "considerare quanto impatterebbe sulle attività operative di Frontex".

Frontex apre alla revisione delle operazioni di Triton dopo l'incontro con la delegazione italiana guidata dal prefetto Giovanni Pinto.

SOLUZIONI: Si pensa all'ipotesi di regionalizzare gli sbarchi in altri porti mediterranei dell'Ue: "Non spetta a noi decidere su questo - ha concluso la portavoce di Frontex -, ma serve una discussione tra gli Stati che partecipano a Triton". "Non possiamo consentire che l'inerzia dell'Europa mandi a fondo il nostro Paese" ha sentenziato il ministro Marco Minniti, comunicando tempestivamente ai partner europei la necessità di modificare l'accordo, distribuendo diversamente lo schieramento di navi nel Mediterraneo.

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