Omicidio Yara, oggi la sentenza d'appello

17 Luglio, 2017, 13:08 | Autore: Santina Resta
  • Caso Yara Bossetti parla in Aula ‘Neanche un animale avrebbe usato tanta crudelt

Spetterà ai giudici ripercorrere la lunga inchiesta, dal 26 novembre 2010 - giorno della scomparsa della ginnasta a Brembate di Sopra (Bergamo) - fino all'arresto di Bossetti. I suoi difensori hanno cercato in tutti i modi di smontare la prova regina del Dna. Cosa dovete temere se tutto è stato svolto secondo le norme? Perché non consentite che io e la difesa possiamo visionare i reperti? È l'ultima carta che Massimo Giuseppe Bossetti si giocherà per convincere la Corte che non è stato lui a uccidere Yara Gambirasio. "Non sono io l'assassino". "Vi supplico di fare questa perizia".

"Il vero, i veri assassini sono liberi, stanno ridendo di me e della giustizia", è un altro dei passaggi delle dichiarazioni spontanee dell'imputato che ribadisce: "Sono innocente, questo è il più grave errore giudiziario di questo secolo". "Mi avete fatto inginocchiare davanti ai miei figli, umiliandomi". "Stanotte non ho chiuso occhio, ma sono contento di essere qui davanti a voi, così ho la possibilità di farvi capire che persona sono". "Perché, perché, perché?" ha detto il muratore.

Massimo Bossetti a poche ore dalla sentenza d'appello del processo a suo carico ha scritto un'altra lettera dal carcere. Quella traccia biologica - prova granitica per i giudici di primo grado - è l'elemento intorno a cui ruota l'intero caso. L'assenza del suo Dna mitocondriale "non inficia il risultato: è solo il Dna nucleare ad avere valore forense" per il rappresentante dell'accusa Marco Martani. "Io gli rispondo che il papà deve uscire da dove sono entrati loro a testa alta", le parole dell'imputato.

La 13enne è stata trovata senza vita in un campo incolto a Chignolo d'Isola, una zona che il muratore di Mapello conosceva per lavoro.

La foto accompagna la richiesta della difesa di una maxi perizia su più elementi, tra cui il Dna. Su un tema le parti concordano: vittima e presunto carnefice non si conoscevano, ma Yara potrebbe aver accettato un passaggio sul furgone di Bossetti, il quale "affascinato" da questa "giovanissima donna" potrebbe aver tentato un approccio sessuale finito nel sangue, a dire dall'accusa.

Un delitto compiuto da "un perverso sessuale sadico, l'opposto esatto di Bossetti", secondo i suoi legali: le ricerche pornografiche sul computer risalgono a tre anni dopo la morte di Yara e non indicano nessuna perversione dell'imputato.

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