ULTIMA USCITA di ERDOGAN: TAGLIEREMO LA TESTA ai TRADITORI

17 Luglio, 2017, 12:44 | Autore: Bianca Mancini
  • Turchia: boom corteo opposizione, Erdogan prepara reazione

Il 15 luglio luglio sarà "il giorno della democrazia e dell'Unità nazionale" in Turchia per ricordare gli oltre 250 morti nella notte del tentato golpe.

Saygili, che avrebbe auspicato maggiore sostegno da parte dei paesi occidentali, ha anche giustificato l'ondata di arresti avvenuti dopo il fallito colpo di stato affermando che i sostenitori del predicatore in esilio Fethullah Güllen, presunto ispiratore del golpe, erano riusciti a infiltrarsi all'interno dello stato turco. Disordini a Istanbul e nella capitale Ankara mentre il presidente venne scortato in volo, fino alla reazione in massa del popolo turco sceso in piazza contro i militari che risposero con il fuoco causando 260 morti. Un cammino simbolico cui hanno preso parte, in un tripudio di bandiere turche, decine di migliaia di persone, ritrovatesi nel punto dove esattamente un anno fa, intorno alle 22 locali, i tank bloccarono gli accessi dando avvio al tentativo di putsch più sgangherato della storia turca.

La Turchia è oggi un Paese in cui ci sono tendenze autoritarie, scosso da accese tensioni politiche, come quelle tra il governo e l'Ue, che hanno creato una società fortemente polarizzata. Dopo il 15 luglio 2016 la leadership del presidente Erdogan si è rinforzata a dismisura e la Turchia è sempre più sola e isolata dall'Europa, ma i turchi si sentono sicuri in mano al proprio leader e sultano.

La manifestazione nella piazza antistante il Parlamento turco di Ankara è cominciata a notte inoltrata, nelle mire di Erdogan la scelta dell'orario doveva suggellare la distanza tra quanto avvenuto lo scorso anno quando il suo potere ha rischiato di cadere sotto i colpi delle armi, con l'ostentazione di potenza attuale.

Al suo arrivo alle 2.23, orario in cui i golpisti attaccarono il parlamento con un aereo, scortato da un jet militare usato dai golpisti, Erdogan è stato accolto sul palco degno di una star internazionale e poi il discorso. Ma in galera ci sono anche giornalisti e deputati.

Già negli ultimi anni dello Stato ottomano, però, esistevano forze che auspicavano un rinnovamento in un'altra direzione: è il caso del pensatore Said Nursi che proponeva un Islam moderno, razionale, aperto alla scienza e al mercato mondiale che già si andava delineando agli inizi del '900.

"Sono grato a tutti i membri della mia nazione che hanno difeso il loro Paese", ha continuato Erdogan, che poi ha promesso: "Taglieremo le teste" dei traditori.

Sul palco anche il premier Binali Yildirim e il leader nazionalista dell'Mhp Devlet Bahceli.

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