Dal mondo/Gli Usa concedono cittadinanza a Charlie così potrà essere curato

20 Luglio, 2017, 12:14 | Autore: Fausta Monteleone
  • CHARLIE ARRIVA DAGLI USA L'ULTIMA SPERANZA PER IL PICCOLO

Ieri due clamorose novità: il Congresso Usa che concede al bimbo e ai genitori la cittadinanza americana in modo da poter essere trasferito negli States per essere sottoposto alla cura sperimentale. Secondo il Telegraph l'Alta Corte dovrebbe riprendere l'esame del caso venerdì e pronunciarsi definitivamente la prossima settimana, forse già il 15 luglio come detto dallo stesso giudice Nicholas Francis. La possibilità di tentare la terapia americana sarà, per l'appunto, al centro domani d'una missione chiave a Londra di Michi Hirano, il professore di neurologia alla Columbia University di New York che la sta mettendo a punto da diverso tempo. Ieri il medico si è trattenuto nell'ospedale dove il bambino è ricoverato per quasi 5 ore, prima di andare via da un'uscita laterale, e oggi è stato di nuovo nella struttura per incontrare i medici del Gosh alla presenza anche della madre, secondo quanto stabilito nell'ultima udienza. Secondo i medici del Great Ormond Hospital di Londra, la cura proposta da Hirano non sortirà alcun effetto: i loro dati dimostrano che le funzioni cerebrali di Charlie sono troppo danneggiate perché qualsiasi cura abbia effetto.

Oggi é stato ricevuto con ogni riguardo nell'ospedale pediatrico londinese dai colleghi, che si sono impegnati a permettergli di visitare Charlie, ad assisterlo, a fornirgli tutta la documentazione clinica e persino a offrirgli un contratto temporaneo di consulente onorario per condurre i suoi accertamenti. Negli Usa Charlie potrebbe essere sottoposto a una cura sperimentale per la rarissima malattia genetica di cui soffre, la sindrome da deplezione del dna mitocondriale.

I suoi genitori si sono sempre opposti a tale drammatica prospettiva e hanno lottato affinché Charlie potesse avere un'ultima speranza di guarigione.

Hirano deve discutere la condizione di Charlie con i medici che lo seguono e con specialisti indipendenti, fra cui - come si è appreso nei giorni scorsi - un esperto italiano del Bambino Gesù di Roma. "L'esame verificherà se i danni subiti sono irreversibili, e in questo caso non ci sarà la possibilità di sperimentare la possibile terapia a base di desossinucleotidi".

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