Leucemie infantili: possono donare anche i genitori non compatibili

27 Luglio, 2017, 16:28 | Autore: Fausta Monteleone
  • Leucemia trapianto di midollo dal genitore incompatibile funziona

Per molti anni l'unica possibilità di guarigione per i bambini malati di leucemie era rappresentata dal trapianto da donatore compatibile.

Vista la grande difficoltà di trovare un fratello o sorella compatibili, sono stati creati nel mondo i Registri dei Donatori Volontari di Midollo Osseo e le Banche di Raccolta e Conservazione del Sangue Placentare. La tecnica permette infatti di bypassare le bassissime percentuali di riuscire a trovare un donatore che possa essere perfettamente compatibile con la persona che ha necessità di subire il trapianto. Questa nuova frontiera della medicina è stata raggiunta grazie alla squadra medica di Franco Locatelli, direttore del dipartimento di Oncoematologia e medicina trasfusionale presso l'ospedale romano Bambino Gesù. La tecnica non è 'nuova', ma era già stata sperimentata in precedenza sulle immunodeficienze e le malattie genetiche come talassemie, anemie eccetera.

La tecnica messa a punto dall'equipe del dottor Locatelli prevede la manipolazione delle cellule staminali. Rispettivamente mettono a disposizione oltre di 29 milioni di donatori e circa 700mila unità.

"A dispetto di questi numeri - prosegue l'esperto -, esiste un 30-40 per cento di pazienti che non trova un donatore idoneo o che ha un'urgenza di essere avviato al trapianto in tempi non compatibili con quelli necessari a identificare un donatore al di fuori dell'ambito familiare (in media ci vogliono 3-6 mesi, ndr)". Si decise così di scegliere come donatore uno dei due genitori, compatibile al 50% con il figlio. Come risultato finale, i trapianti da uno dei due genitori avevano una probabilità di successo significativamente inferiore a quella ottenibile impiegando come donatore un fratello o una sorella, o un soggetto identificato al di fuori dell'ambito familiare.

L'idoneità delle cellule presenti nei genitori è invece stata innalzata grazie ad una manipolazione delle stesse, consentendo di andare ad eliminare le cellule cattive e di preservare quelle buone, quest'ultime in grado di preservare il bambino da infezioni o da ricadute nella leucemia acuta o altra tipologia di tumore del sangue. Nello studio pubblicato oggi i ricercatori italiani hanno applicato il nuovo metodo di trattamento cellulare è a 80 pazienti con leucemie acute resistenti ai trattamenti convenzionali o già ricadute dopo i convenzionali trattamenti chemioterapici. Una percentuale tra il 30 e il 40% dei pazienti non trova però un donatore compatibile per il trapianto. I risultati hanno dimostrato "come il rischio di mortalità da trapianto è straordinariamente basso (nell'ordine del 5%), il rischio di ricaduta di malattia è del 24% e, conseguentemente, la probabilità di cura definitiva per questi bambini è superiore al 70%, un valore sovrapponibile (anzi lievemente migliore) a quello ottenuto nello stesso periodo in pazienti leucemici trapiantati (sempre nell'Ospedale della Santa Sede) da un donatore, familiare o non consanguineo, perfettamente compatibile". Per questo motivo molto probabilmente verrà applicata in tutto il mondo su migliaia di bambini che finalmente potranno guarire.

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