Buoni pasto, normativa 2017: per la spesa massimo otto ticket

12 Agosto, 2017, 16:48 | Autore: Doriano Lui
  • Buoni Pasto, nuove regole in Gazzetta Ufficiale: cosa cambia dal 10 settembre 2017

Novità in vista per l'autunno per i consumatori che possiedono i buoni pasto: da settembre sarà possibile usarli e spenderli anche "nell'ambito delle attività di agriturismo, di ittiturismo", nei mercatini e negli spacci aziendali. Sono queste solo alcune delle nuove regole sui buoni pasto contenute nel decreto appena varata dal Ministero dello Sviluppo economico e pubblicata ieri sulla Gazzetta Ufficiale [1].

Non solo, ma potrebbe anche contribuire a far decollare il mercato dei ticket in formato elettronico, penalizzato forse dalla combinazione dell'immediata tracciabilità degli stessi (e facile accertabilità degli abusi) con le incertezze interpretative.

[1] Mise, decr. n. 122 del 7.06.2017. I buoni pasto possono essere spesi solo nelle giornate di lavoro e devono essere impiegati unicamente per l'acquisto di prodotti alimentari sostitutivi della mensa.

Il provvedimento è rilevante anche per le imprese private interessate da tali servizi.

Vengono infine previste nuove norme sugli accordi stipulati tra le società di emissione di buoni pasto e i titolari degli esercizi convenzionabili. Gli esercizi commerciali presso i quali poter spendere i buoni pasto sono, ovviamente, tutti quelli che vendono prodotti alimentari: oltre ai supermercati figurano anche bar, ristoranti, agriturismi, itturismi ed esercizi "sia in sede fissa che su area pubblica", secondo quanto scritto nel decreto.

Con riferimento ai termini di pagamento nei confronti degli esercizi convenzionati, la società emittente è tenuta a rispettare le disposizioni del decreto legislativo 231/2002, come modificato dal decreto legislativo 192/2012.

Dove utilizzare i buoni pasto? Se si considera il numero degli otto buoni, il limite complessivo dovrebbe essere 42,32 euro nel caso di buoni cartacei e 56 euro nel caso dei ticket elettronici. "Inoltre, sono utilizzabili esclusivamente per l'intero valore". Perciò, il datore di lavoro dovrebbe innanzi tutto concentrarsi sulla corretta distribuzione dei tagliandi, più che sul loro corretto utilizzo.

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