Centocelle, scritte omofobe contro il Vanity Dance Studio: "Froci, via da qui"

12 Agosto, 2017, 22:27 | Autore: Bianca Mancini
  • Roma, Scritte omofobe sul muro della Vanity Dance, scuola chiude

A darne annuncio, attraverso un post su Facebook, sono i due membri della Vanity Crew che un anno fa hanno aperto la palestra di Centocelle, Simone Panella e Andrea Pacifici, che motivano la loro decisione, spiegando che l'attacco omofobo è solo l'apice di una serie di atti intimidatori contro di loro: "Dal primo giorno che abbiamo aperto purtroppo abbiamo avuto problemi con alcune persone, minacce, discussioni, inseguimenti, atti intimidatori e allagamenti: tutto documentabile!". "Perché tutto questo credetemi fa veramente male!". Non abbiamo ancora avuto il coraggio di denunciare l'accaduto, oggi troviamo il coraggio di parlare.

Nella notte tra giovedì e venerdì i vandali sono entrati e hanno imbrattato con insulti e disegni omofobi i muri della scuola di danza Vanity Dance Studio aperta, nel quartiere romano di Centocelle, da Andrea Pacifici e Simone Panella, ballerini che si sono guadagnati, insieme alla "Vanity Crew", anche la finale dello show televisivo Italia's Got Talent. Ma da subito hanno raccontato di minacce, inseguimenti, intimidazioni subite. "Non possiamo rimanere aperti. Queste sono le immagini di quello che abbiamo trovato nella nostra scuola giorni fa!" E' pericoloso. Se mi davano una coltellata era meglio. "Mi sembra tutto come un brutto sogno", si legge nel post di denuncia scritto da Andrea che in poche ore ha collezionato centinaia di condivisioni e sostegno. "La rinuncia di un gruppo di giovani alla propria passione è la rinuncia di una società intera!" E Imma Battaglia conclude il suo appello con un invito diretto alla sindaca di Roma, Virginia Raggi: "Intervieni subito!" E' la rinuncia di una città ormai in preda al degrado culturale e morale, che è stretta in una morsa di ignoranza e grave discriminazione. Chiediamo di intervenire, non possiamo più tollerare il silenzio della Sindaca Raggi e della Giunta Capitolina.

"L'episodio intimidatorio è un gravissimo atto di omofobia che si scaglia contro un luogo che produce cultura e arte attraverso la danza", commenta il portavoce del Gay Center, Fabrizio Marrazzo. Dobbiamo continuare a lottare e non fermarsi, come abbiamo sempre fatto. "Roma non puo' continuare a subire attacchi omofobi del genere".

"Abbiamo istituito un premio speciale per chi combatte l'omofobia nel mondo della danza con una borsa di studio a chi trasmette un messaggio contro le discriminazioni danzando - dice il presidente del Gay Center, Angela Infante -". E Francesco Angeli, presidente di Arcigay Roma: "Solidarietà totale alla scuola Vanity Dance Studio, che ha deciso di denunciare l'accaduto".

Non hanno tardato ad arrivare le parole del vicesindaco Luca Bergamo: "Sono solidale e vicino a chi lavora e frequenta la scuola di danza Vanity Dance Studio. Necessario un intervento da parte del Comune di Roma, che non può chiudere gli occhi davanti all'ennesimo episodio di omofobia". Ci sono mura da ripulire e una scuola che ha bisogno di essere sostenuta, non solo attraverso la pulizia della scritte omofobe.

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