Pensioni. Boeri: pericoloso rivedere adeguamento speranza di vita. PENSIONI NOTIZIE CHOC

13 Agosto, 2017, 07:50 | Autore: Doriano Lui
  • 20170808_175031_CBE8B39E

"Eccoci di nuovo. Con la solita storia del "ce lo chiede l'Europa" la Ragioneria dello Stato e l'immancabile Tito Boeri negano sul nascere la possibilità di sterilizzare l'adeguamento all'aspettativa di vita per le pensioni da effettuarsi entro fine anno, vaneggiando lo sfascio dei conti pubblici e l'aumento del debito pubblico (che ricordo che per regalare soldi alle banche è stato ampliato di 20 miliardi di euro lo scorso mese)".

"Le generazioni che hanno già vissuto questo adeguamento, per esempio con l'aumento dell'età pensionabile di quattro mesi nel 2016, o prima ancora, di tre mesi nel 2013, direbbero: ma perché noi abbiamo dovuto pagare? - prosegue Boeri - E poi, guardando ancora più in avanti, avremmo un ulteriore aggravio di spesa pensionistica che noi stimiano in 141 miliardi di euro".

La Ragioneria generale dello Stato ha rilevato che interventi legislativi diretti non tanto a sopprimere esplicitamente gli adeguamenti automatici previsti dalla normativa vigente, ma a limitarli, differirli o dilazionarli, determinerebbero comunque "un sostanziale indebolimento della complessiva strumentazione del sistema pensionistico italiano volta a contrastare gli effetti dell'invecchiamento della popolazione", in quanto verrebbe messa in discussione l'automaticità e l'endogeneità degli adeguamenti stessi, per ritornare nella sfera della discrezionalità politica con conseguente peggioramento della valutazione del rischio Paese. Infine Boeri conclude che se una persona "percepisce la pensione più a lungo, perché si vive più a lungo, è giusto anche che contribuisca più a lungo al sistema, altrimenti il sistema non riesce a reggere". "A quel punto uscirebbero con delle pensioni più basse" visto il funzionamento del sistema contributivo. Lo spiega il segretario confederale della Uil, Domenico Proietti, in una nota. Mentre per la Cisl, Maurizio Petruccioli ritiene il rinvio dello scatto automatico un fatto: "Necessario e sopportabile che "trova un consenso trasversale anche nelle forze parlamentari che giudicano necessario ed utile mitigare la rigidità delle regole previdenziali ed alleggerire la condizione di milioni di lavoratrici e di lavoratori che fanno lavori diversi per usura e retribuzione"".

Pensioni a 67 anni dal 2021 anche senza automatismo. La sentenza finale viene data dalla Ragioneria generale dello Stato (Rgs) nel rapporto integrale 'Tendenze di medio-lungo periodo del sistema pensionistico e socio sanitario', aggiornato al 2017.

La Ragioneria di Stato tratta anche altri temi legati alle pensioni.

Al netto delle ricadute politiche la Ragioneria generale dello Stato evidenzia l'effetto collaterale di una misura di breve respiro. La posizione di Boeri non è nuova, poiché da tempo ha espresso la sua contrarietà ad ogni ipotesi di blocco del meccanismo di innalzamento automatico dell'età di accesso alla pensione che nel 2019 dovrebbe arrivare a 67 anni rispetto agli attuali 66 e sette mesi.

Non sono tardate le reazioni del mondo politico: il presidente della commissione Lavoro alla Camera, Cesare Damiano, ha detto che quello di Boeri è un "intervento a gambona tesa", e i numeri da lui citati sono "campati in aria".

Raccomandato: