Omicidio Regeni, l'ambasciatore italiano torna in Egitto

15 Agosto, 2017, 15:36 | Autore: Santina Resta
  • Caso Regeni per il governo sono più importanti i rapporti commerciali che la difesa dei diritti umani

Meraviglia per la decisione del governo da Amnesty International: "A meno di mezz'ora da quando è stata data la notizia che la procura di Roma ha ricevuto alcuni documenti ulteriori dalle autorità egiziane - dice il presidente della sezione italiana, Antonio Marchesi - il governo ha preso una decisione grave: quella di rinunciare all'unico strumento di pressione per ottenere verità nel caso di Giulio Regeni di cui l'Italia finora disponeva". La procura del Cairo ha difatti inviato a Roma i verbali degli interrogatori fatti ai poliziotti che hanno constatato la morte del ragazzo. Interrogatori che erano stati sollecitati proprio da piazzale Clodio. Quest'ultimo nel corso di un colloquio telefonico con il capo dei pm capitolini ha inoltre spiegato che, come già annunciato nel maggio scorso, è stata affidata ad una società esterna l'attività di recupero dei video della metropolitana.

Secondo le procure dei due Paesi questo è "un passo avanti nella collaborazione" tra Italia ed Egitto, forte, serio, e che soprattutto potrebbe dare speranza alla famiglia di Giulio, dopo un anno ancora ad aspettare delle risposte sulla tragedia che li ha colpiti.

Il ministro ha poi sottolineato che "L'impegno del Governo italiano rimane quello di fare chiarezza sulla tragica scomparsa di Giulio, inviando a Il Cairo un autorevole interlocutore che avrà il compito di contribuire, tramite i contatti con le autorità egiziane, al rafforzamento della cooperazione giudiziaria e, di conseguenza, alla ricerca della verità. Solo quando avremo la verità l'ambasciatore potrà tornare a Il Cairo senza calpestare la nostra dignità". Alfano, poi, ha assicurato di non voler "voltare pagina nella ricerca della verità sull'omicidio di Giulio: "Consegnerò all'ambasciatore Cantini una lettera di missione che conterrà tante raccomandazioni per seguire passo passo l'evolversi delle indagini sul caso che ci sta a cuore - ha detto il capo della diplomazia italiana - In ambito politico-diplomatico rientra la decisione di inviare a Il Cairo un esperto italiano incaricato della cooperazione giudiziaria sulla vicenda regeni". "Ad oggi - sostengono in una nota diffusa dall'Ansa - dopo 18 mesi di lunghi silenzi e anche sanguinari depistaggi, non vi è stata nessuna vera svolta nel processo sul sequestro, le torture e l'uccisione di Giulio"."La decisione di rimandare ora, nell'obnubilamento di ferragosto, l'ambasciatore in Egitto ha il sapore di una resa confezionata ad arte". Tale operazione prenderà il via a settembre con una riunione tra l'azienda e la procura egiziana, alla quale sono stati invitati anche gli investigatori italiani. Infine è arrivata una dichiarazione di Paolo Gentiloni: "L'Ambasciatore italiano al Cairo avrà, tra l'altro, il compito di contribuire alla azione per la ricerca della verità sull'assassinio di Giulio Regeni". Durante la telefonata, è stato concordato un nuovo incontro tra i due uffici, che sarà organizzato dopo la riunione di settembre "per fare il punto della situazione e confrontarsi su quanto fin qui raccolto e sui possibili ulteriori sviluppi investigativi". "Un impegno al quale non rinunceremo, come ho confermato anche oggi ai genitori di Regeni".

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