Istat, cala disoccupazione: tasso trimestre al 10,9%. +78mila occupati

12 Settembre, 2017, 16:06 | Autore: Doriano Lui
  • Istat cresce il numero degli occupati

Lo dice l'Istat che evidenzia come nel secondo trimestre del 2017 l'occupazione presenti una nuova crescita congiunturale (+78mila, +0,3%) dovuta all'ulteriore aumento dei dipendenti (+149mila, +0,9%), in oltre otto casi su dieci a termine (+123mila, +4,8%).

Nel periodo preso in esame dall'istituto di statistica, l'economia italiana ha registrato una crescita del Pil pari allo 0,4% in termini congiunturali e all'1,5% su base annua. Rispetto al secondo trimestre dell'anno scorso si stima una crescita di 153mila occupati (+0,7%) che riguarda soltanto i dipendenti (+356mila, +2,1%), oltre tre quarti dei quali a termine, a fronte della rilevante diminuzione degli indipendenti (-3,6%). Aumenta per il quarto trimestre consecutivo la partecipazione delle donne al mercato del lavoro, che tuttavia pur con un tasso di occupate che raggiunge il picco del 49,1% (rispetto al 67,1% degli uomini) rappresenta ancora la penultima posizione nella graduatoria della Ue (peggio di noi fa solo la Grecia).

Titti Di Salvo, vicepresidente dei deputati del Partito Democratico, ha rimarcato l'aumento dell'occupazione: "La vera novità è il tasso di occupazione delle donne, in crescita stabile nell'ultimo anno, che registra il livello più alto negli ultimi 40 anni". Scende, come detto, il tasso di disoccupazione di 0,4 punti percentuali rispetto al trimestre precedente e di 0,6 punti in confronto a un anno prima al 10,9%, con maggiore intensità per quello giovanile. I dati mensili più recenti (luglio 2017) mostrano, al netto della stagionalità, un aumento degli occupati (+0,3% rispetto a giugno, corrispondente a +59 mila unita'), che riguarda sia i dipendenti sia gli indipendenti. Rispetto agli ultimi trimestri, nel confronto tendenziale, si attenua la riduzione degli inattivi di 15-64 anni (-76 mila in un anno) e del tasso di inattività (-0,1 punti). L'Istat osserva che "la diminuzione, che coinvolge entrambe le componenti di genere, riguarda quasi esclusivamente il Centro-nord e soprattutto gli individui con meno di 50 anni; il calo e' inoltre concentrato tra gli ex-occupati, ossia tra chi aveva un'occupazione". Il tasso di disoccupazione rimane invariato tra i 25-34enni mentre cresce tra gli over 35 (+0,1 punti tra i 35-49enni, +0,3 punti tra gli ultracinquantenni). La diminuzione degli inattivi riguarda soprattutto le donne, in particolare del Mezzogiorno. Tale incidenza risulta in aumento di 0,2 punti percentuali rispetto a giugno. Eppure tutto questo ambaradam si traduce in una semplice frazione, dove al numeratore stanno gli occupati e al denominatore la forza lavoro delle coorti di età considerate.

"Con il flop dei nuovi strumenti - conclude la Coldiretti - si rischia di perdere opportunità occupazionali e di compromettere l'intero percorso di emersione intrapreso dal 2008 ad oggi".

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