A Barcellona i separatisti in marcia per il "sì" al referendum

13 Settembre, 2017, 01:01 | Autore: Santina Resta

Il Governo spagnolo, ricordiamo, ritiene il decreto illegale. È stato chiamato in causa anche lo sport: se da un lato è stata ventilata l'esclusione del Barcellona dalla Liga spagnola di calcio in caso di indipendenza catalana, dall'altro Rafa Nadal (maiorchino e membro del Real Club de Tenis Barcelona) ha espresso la sua contrarietà al referendum: "Dal mio punto di vista, ognuno dovrebbe rispettare le leggi".

L'Alta Corte penale spagnola sta discutendo su possibili sanzioni pecuniarie, così come previsto dalla legge 92 sul funzionamento dell'organo, dai 3 ai 30 mila euro per le autorità pubbliche che ancora si muovono verso risoluzioni indipendentiste.

La manifestazione di appoggio al referendum indipendentista del primo ottobre convocata questo pomeriggio a Barcellona in occasione della festa nazionale della Diada sarà imponente, prevedono i media catalani. L'affluenza fu del 35,9 %, con l'80 % dei votanti che si espressero a favore dell'indipendenza dalla Spagna. Puigdemont ha però già indicato che andrà avanti comunque in nome della "nuova legalità catalana".

La decisione dell'Alta corte iberica arriva dopo la precedente bocciatura della legge voluta dal parlamento catalano per la convocazione del referendum.

L'evento è iniziato con un minuto di silenzio per le vittime degli attentati del mese scorso, che hanno causato la morte di quindici persone, succeduto dall'inno catalano, "Els Segadors", cantato dal milione di persone presente.

La Catalogna ha sempre avuto un forte carattere identitario all'interno della Nazione spagnola, espresso sia a livello culturale che a livello economico e giuridico. La Regione determina un afflusso fiscale allo Stato centrale pari al 19 per cento del totale, mentre beneficia di solo il 14 per cento della spesa pubblica. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.

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