Corte Ue, nessun divieto OGM se non vi è fondatezza

13 Settembre, 2017, 22:31 | Autore: Doriano Lui
  • Ogm, la Corte di giustizia Ue bacchetta l'Italia e dà ragione a Fidenato

Milano, 13 set. (AdnKronos Salute) - "Gli Stati membri non possono adottare misure di emergenza concernenti alimenti e mangimi geneticamente modificati, senza che sia evidente l'esistenza di un grave rischio per la salute o per l'ambiente". "Le battaglie individuali e attualmente anacronistiche sono argomenti che non possono riguardare gli interessi generali di una regione", aggiunge Shaurli che sottolinea che "la sentenza di oggi della Corte di giustizia europea, riguardante il singolo caso, che tra l'altro aveva risvolti di tipo penale, dell'agricoltore friulano, fa riferimento a norme abbondantemente superate dalla legislazione vigente".

Il caso nasce nel 1998, quando la Commissione ha autorizzato l'immissione in commercio di mais geneticamente modificato Mon 810, fondandosi sul parere del comitato scientifico, secondo cui non vi era motivo di ritenere che il prodotto avrebbe avuto effetti pregiudizievoli per la salute umana o per l'ambiente. La Corte ricorda anche che in quell'occasione l'Italia aveva chiesto alla Commissione di adottare misure di emergenza alla luce di alcuni nuovi studi scientifici realizzati da due istituti di ricerca italiani.

Quel decreto, afferma in sostanza la Corte, non era legittimo perché non vi erano prove scientifiche che il MON 810 fosse dannoso per la salute.

Nonostante ciò, l'Italia aveva deciso di mettere al bando il Mon 810 e nel 2014 aveva denunciato alcuni coltivatori che lo avevano coltivato sfidando il divieto.

Secondo tale principio, gli Stati membri possono adottare misure di emergenza al fine di scongiurare rischi per la salute umana che non siano stati ancora pienamente identificati o compresi in ragione di una situazione di incertezza sul piano scientifico.

È in questo ambito che il Tribunale di Udine ha chiesto alla Corte di giustizia se sia possibile adottare, in materia alimentare, misure di emergenza sul fondamento del principio di precauzione. Esso può inoltre mantenere in vigore o rinnovare tali misure, finché la Commissione non abbia adottato una decisione che ne imponga la proroga, la modificazione o l'abrogazione. Per il nuovo regolamento, gli stati membri possono anche invocare la clausola dell'opt-out, e cioè non concedere l'autorizzazione.

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