Ocse, Lazio la regione con piu' laureati. In coda Puglia e Sicilia

13 Settembre, 2017, 13:42 | Autore: Doriano Lui
  • Ocse. Italia penultima per numero di laureati e maglia nera per la spesa pubblica nellʼistruzione

Maglia nera per l'Italia sul fronte della spesa pubblica complessiva nell'istruzione in riferimento all'anno 2014.

Il livello di istruzione universitaria in Italia è tra i più bassi dei paesi OCSE, con solo il 18% di adulti laureati.

Secondo il dossier, l'Italia resta agli ultimi posti per spesa pubblica nell'istruzione (dati 2014): ha speso per l'istruzione il 4% del suo Pil (-7% sul 2010) contro il 5,2% della media Ocse, ha destinato il 7,1% della spesa delle amministrazioni pubbliche al ciclo dell'istruzione (-9% sul 2010) e ha speso in media 9.300 dollari USA per studente contro i 10.800 della media Ocse.In Italia il livello di istruzione della popolazione adulta è più alto nelle regioni del Centro, ma i giovani laureati si concentrano anche nelle regioni più dinamiche del Nord. Questo rende l'Italia un'anomalia nel panorama universitario Ocse, dove generalmente c'è una relazione inversa tra la quota di laureati e il loro vantaggio retributivo. In base al rapporto l'80% dei 25-64enni con un'istruzione terziaria in Italia ha un lavoro, ma il tasso di occupazione si riduce al 64% per la fascia piu' giovane (25-34anni), il livello piu' basso dei Paesi industrializzati, dove la media e' dell'83%.

In Italia il tasso di occupazione dei giovani laureati è superato anche da quello dei diplomati degli istituti tecnico-professionali, che è pari al 68% e anche questo è un fatto raro nell'Ocse. Come spiega Francesco Avvisati, l'economista dell'Organizzazione che e' tra gli autori dello studio, 'gli esiti occupazionali sono decisamente migliori per le lauree nei campi scientifici o economici, piu' vicini ai bisogni del mondo del lavoro. Il divario di istruzione tra Centro-Nord e Sud si accentua tra i giovani.

Per quanto riguarda i dati specificamente relativi all'Italia, gli indirizzi di studio universitario più popolari sono belle arti, discipline umanistiche, scienze sociali, giornalismo e informazione, con una percentuale di laureati pari al 30%, il numero più alto nell'area OCSE. Tra i neolaureati la quota di quanti hanno scelto le discipline umanistiche-artistiche e' ancora maggiore: il 39% contro il 23% Ocse, il 25% dell'ambito Stem (media Ocse 22%) e il 14% economico-giuridico (Ocse 23%). L'impatto sul lavoro per i 25-64 anni è netto: per l'ambito Stem il tasso di occupazione è all'82% (85% per ingegneria), per quello economico-giuridico all'81% e per le materie umanistiche scende al 74%.

In prospettiva - commenta Turi - il divario esistente nella componente femminile, farà aumentare ancora di più il divario di genere tra i docenti del sistema scolastico italiano che, invece va riequilibrato.

Il rapporto rileva, del resto, che la maggior parte dei ragazzi tra i 15 e i 19 anni è iscritta a studi a indirizzo tecnico-professionale (42%), che garantiscono appunto buoni tassi di occupazione rispetto agli altri percorsi. Una bocciatura a tutto tondo quella che arriva dal Rapporto Ocse Education at a glance 2017 all'indirizzo dell'Italia.

Come sottolinea Avvisati, a mancare in Italia è però un sistema che arricchisca la formazione professionale nell'arco di tutta la vita lavorativa. La partecipazione degli adulti a percorsi di formazione - formale e non - resta cosi' tra le piu' basse dell'Ocse. Ma quanto rende una laurea?

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