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Nainggolan e doppio Dzeko nel diluvio dell'Olimpico: 3-0 della Roma sul Verona

17 Settembre, 2017, 00:21 | Autore: Eufebio Giannola
  • CHIKUNGUNYA è allarme nel Lazio

A partita oramai chiusa, arriva l'espulsione di Souprayen, che prende il secondo giallo per un intervento in netto ritardo su Pellegrini. Pecchia sceglie il 4-2-3-1 con Kean unica punta e Pazzini ancora in panchina, sulla linea dei trequartisti ci sono Rômulo, Valoti e Bessa, mentre in mediana spazio per Büchel e Zuculini.

Roma: (4-3-3): Alisson; Florenzi, Manolas (dall'80' Hector Moreno), Fazio, Kolarov; De Rossi, Pellegrini, Nainggolan (dal 75' Schick); Cengiz Ünder (dal 75' Gerson), Džeko, El Shaarawy. Notte fonda invece per il Verona: continuando così, si scende in B... Certamente il Verona visto oggi non era l'avversario più ostico che i padroni di casa potessero incrociare, tuttavia questa è una vittoria che fa morale e che porta serenità in casa giallorossa. Il Verona sparisce definitivamente dal campo e i giallorossi sono straripanti in avanti, al 73' El Shaarawy si invola verso la porta, ma Ferrari in scivolata si immola e salva sulla conclusione del Faraone. Dzeko dopo essersi accentrato dalla fascia destra all'altezza della trequarti avversaria, serve un preciso sinistro rasoterra per El Shaarawy che, nei pressi dell'intersezione sinistra della lunetta con il limite dell'area di rigore avversaria, innesca, con piatto destro filtrante di prima intenzione Nainggolan. Kolarov scalda il mancino in un paio di occasioni ma senza particolare fortuna, El Shaarawy approfitta della sponda di Nainggolan per aprire il destro, ma trova soltanto un calcio d'angolo. Una volta in vantaggio, è tutto più semplice, compreso il 2-0, merito di un gioiello di Florenzi che salta di netto Valoti (in disperato ripiegamento difensivo) e regala a Dzeko un cioccolatino da scartare e insaccare di testa.

L'inizio di partita mette subito in evidenza la grande differenza tra le due squadre, con una Roma che riesce a creare difficoltà senza troppa fatica al Verona.

La Roma parte subito forte e dimostra di voler avere il predominio del campo in lungo e in largo, centrando un palo con il giovane turco debuttante Under.

Per il Verona di Pecchia c'è ancora tanto da fare: la squadra non gira né in avanti né dietro ma a destare le maggiori preoccupazione è la mancanza di cattiveria agonistica del gruppo, che ha accettato senza reagire la supremazia romana. I cambi di Pecchia - Verde prima e Pazzini successivamente - non scuotono l'animo del suo Hellas, in costante balia delle avanzate dei capitolini. L'Hellas prova a dare un senso al finale gialloblu, Pazzini trova il gol da subentrato ma il guardalinee alza la bandierina: decisione corretta. Dopo due minuti di recupero termina la sfida, con la Roma che torna a sorridere dopo l'esordio di Bergamo.

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