Noemi Durini, molotov contro la casa del fidanzato

17 Settembre, 2017, 14:53 | Autore: Santina Resta
  • Delitto Noemi tre molotov contro la casa del fidanzato reo confesso   
                       
                
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Laddove, pochi giorni fa, il padre di Noemi, Umberto Durini, era andato ad urlare la propria rabbia, accusando l'altro genitore di essere l'assassino della figlia.

Lucio M, fidanzato della vittima, si trova nell'istituto penale per minori di Monteroni ed è accusato di omicidio. Per il momento l'unico responsabile dell'omicidio viene considerato il fidanzato, indagato per omicidio premeditato, aggravato dai futili motivi e dalla crudeltà, mentre il padre è indagato solo per occultamento di cadavere.

Noemi e il 17enne che ha confessato di averla uccisa.

I legali del ragazzo, Luigi Rella e Paolo Pepe, inoltre, hanno chiesto una perizia psichiatrica: da gennaio il 17enne era in cura per un disturbo di personalità schizoide tendente all'aggressività ma aveva smesso di assumere i farmaci, peggiorando le sue condizioni. Per non aggravare ulteriormente la sua posizione, il 17enne ha scelto di rimanere in silenzio davanti al gip Ada Colluto.

Si tratta di un chiaro segnale di aumento della tensione in quella che - secondo vari analisti - potrebbe culminare addirittura in una faida tra le due famiglie. L'abitazione è ora piantonata notte e giorno dai carabinieri, che hanno recuperato le molotov e sono al lavoro per identificare le persone che le avrebbero lanciate. "Invito tutti i cittadini e i parrocchiani di Specchia a mantenere la calma e il controllo delle parole e delle azioni e a non commettere gesti di cui poi potrebbero pentirsi, perché non è con la vendetta che si ottiene giustizia per la povera Noemi", ha detto il sacerdote prima con un post su Facebook e poi in chiesa. Quella sera volarono forti manate tra me e mio padre, talmente tante che io svenni e loro chiamarono il 118.

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