Istat conferma: crescita pil 2016 +0,9%, rivista al rialzo quella del 2015

23 Settembre, 2017, 14:59 | Autore: Doriano Lui
  • Pil, Istat conferma: “Crescita +0,9% nel 2016”

Il deficit/Pil rivisto in peggio: nel 2016 è stato del 2,5%.

Nel 2016, secondo i dati Istat, il Pil ai prezzi di mercato è pari a 1.680.523 milioni correnti, con un incremento dell'1,7% rispetto all'anno precedente. Nel 2015, infatti, il Pil è cresciuto dell'1% e non dello 0,8% come stimato in precedenza: numeri alla mano, appunto, si tratta quindi di un rialzo di due decimali rispetto ai dati conosciuti fino a oggi.

Tra queste è stato rivisto il dato sul deficit: l'indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche in rapporto al prodotto interno lordo nel 2016 è stato pari al 2,5%, segnando un peggioramento di un decimo di punto rispetto alle precedenti valutazioni, che lo davano al -2,4%. In particolare, chiarisce l'Istituto nazionale di statistica, "le stime dell'anno 2015 incorporano i dati definitivi del conti economici delle imprese e quelli completi relativi a occupazione regolare e non regolare".

La crescita del Pil nell'ultimo biennio si rafforza, vista la revisione al rialzo per il 2015 (da +0,8% a +1,0%) e la conferma per il 2016 (+0,9%) e tra le leve c'è sicuramente la spesa delle famiglie, che l'Istat vede in deciso miglioramento a confronto con le stime diffuse a marzo (da +1,5% a +2,0% per il 2015; da +1,3% a +1,5% per il 2016). Sul Pil, il valore aggiunto a prezzi costanti e' aumentato dell'1,7% nell'industria in senso stretto e dello 0,6% nel settore dei servizi. "Si sono registrati cali nel settore delle costruzioni (-0,3%) e nell'agricoltura, silvicoltura e pesca (-0,2%)". Per l'insieme delle società non finanziarie, la quota di profitto e' pari al 42,2% e il tasso di investimento al 20,2%. Invece, evidenzia, "il reddito disponibile delle famiglie consumatrici ha segnato una crescita dell'1,6% sia in valore nominale, sia in termini di potere d'acquisto".

Il saldo primario è confermato all'1,5% nel 2016, mentre è rivisto per il 2015 all'1,5% dall'1,4%. Si è registrato un significativo miglioramento nella ragione di scambio con l'estero, quale risultante di una diminuzione del 3,5% del deflatore delle importazioni di beni e servizi e dell'1,1% di quello delle esportazioni. Nel 2016 le unita' di lavoro (Ula) sono cresciute dell'1,4%. Nel 2016 la pressione fiscale scende quindi al 42,7% (dal 42,9% stimato) e nel 2015 al 43,2% (da una stima del 43,3%).

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