Play-off Mondiali 2018: l'Italia e le altre nazionali in corsa

07 Ottobre, 2017, 20:16 | Autore: Bianca Mancini

Nel Gruppo A e B, guidano Tunisia e Nigeria con 10 punti mentre nel Gruppo C la Costa d'Avorio è davanti di una lunghezza al Marocco.

Ma tant'è: non sono stati loro, questi tifosi, e noi tutti, aver seguito con appassionato interesse gli esisti di un calcio - mercato impazzito? Occhi puntati sulla sfida di martedì 10 al Da Luz di Lisbona proprio tra le due dominatrici del girone. In caso contrario, sarà tutto rimandato all'ultima giornata. Occhio dunque ad Albania-Italia, ma anche a Bosnia-Belgio e Galles-Eire. Per nostra fortuna quest'ultima è una possibilità più che remota, anche se ancora realizzabile. Irlanda del Nord 90%. Gli avversari saranno però agguerriti, perchè con una vittoria aggancerebbero al secondo posto la Danimarca, ora seconda, e pronta ad ospitare la Romania.

Dario Benedetto non è Martin Palermo, la storia della rana che diventa principe non si è ripetuta.

Quasi fatta anche per la Polonia che dovrebbe sbancare facilmente il campo dell'Armenia. Il secondo posto non è a rischio, ma in caso di sconfitta si rischierebbe un'incredibile mancata qualificazione addirittura ai playoff, in quanto peggiore seconda.

Girone C: la situazione è già definita. All'Inghilterra (20 punti) potrebbe bastare un pareggio contro la Slovenia (quarta a 14 punti), qualora la Slovacchia non dovesse vincere in Scozia. Gli azzurri giocano troppo in orizzontale, sono lunghi e non riescono a pressare una squadra che pensa solo a difendersi e vuole tornare da Torino con il minor passivo possibile.

Non c'è niente di matematicamente certo, ma tutto pare essere chiaro. Ora per andare agli spareggi bisogna conquistare un altro punticino in Albania, o sperare che domani la Bosnia non batta il Belgio già qualificato, Altrimenti, per dirla alla Ventura, sarà "una catastrofe".

Un rebus indecifrabile: è questa la definizione più azzeccata. Una cosa incredibile, soprattutto in una manifestazione nella quale le nazioni sono in numero inferiore e non tutte di livello, e che l'Argentina avrebbe dovuto dominare facilmente, soprattutto per il fatto di avere colui che universalmente è stato riconosciuto per anni come miglior calciatore al mondo, tralasciando l'enorme quantità di giocatori pagati fior di milioni nei principali campionati d'Europa.

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