Banca Etruria, liquidatore chiede 400 mln agli ex amministratori

11 Ottobre, 2017, 21:49 | Autore: Doriano Lui
  • Banca Etruria chiesti 400 milioni agli ex vertici

Il liquidatore della vecchia Banca Etruria, previa autorizzazione di Banca Italia, ha citato di fronte al tribunale civile di Roma gli ex membri del consiglio di amministrazione e gli ex sindaci revisori dell'istituto aretino, chiedendo 400 milioni di euro di risarcimenti per i danni provocati dalla gestione che poi ha portato al crac.

Gli ex amministratori di Banca Etruria sono stati chiamati in giudizio per risarcire i danni causati dalla loro gestione.

Tra i colpevoli vi è anche Pierluigi Boschi, vicepresidente dal 2014 di Banca Etruria, padre dell'attuale sottosegretario (al tempo dei fatti era ministro delle riforme) Maria Elena Boschi, ma anche Lorenzo Rosi e Giuseppe Fornasari, che guidavano l'istituto toscano. "(...) Tra gli obiettivi della causa civile c'è la possibilità di poter utilizzare il denaro proveniente dagli eventuali indennizzi per gli obbligazionisti subordinati".

La media è di 10,8 milioni a testa.

I giudici, sempre secondo quanto riferisce il CorSera, dovranno anche esaminare l'attività della società di revisione PriceWaterhouseCoopers.

La causa arriva dopo la lettera del marzo 2016, nella quale Santoni aveva ritenuto di aver individuato nei 37 ex amministratori i responsabili del grave dissesto di Etruria. Nel caso di quattro ex manager che nel frattempo sono deceduti, sono stati citati gli eredi.

La base di partenza era dunque una richiesta di 8,1 milioni di euro ciascuno - da liquidare anche con beni immobili, autovetture, titoli azionari. Dell'iniziativa e' stato informato il Fondo di Risoluzione presso la Banca d'Italia, com'era gia' accaduto per gli altri tre istituti di credito oggetto del decreto del governo. In particolare i componenti dei Cda e i sindaci avrebbero erogato mutui e finanziamenti senza richiedere le necessarie garanzie e in alcuni casi - scrive ancora il Corriere - "anche in conflitto di interessi". E questo nonostante fosse arrivata un'offerta, ritenuta vantaggiosa, dalla Banca popolare di Vicenza.

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