Ilva in sciopero, Calenda: "Proposta azienda irricevibile"

12 Ottobre, 2017, 09:22 | Autore: Bianca Mancini
  • Rixi accanto a Manganaro e lavoratori

Dopo la cessione avvenuta nel mese di giugno, sbandierata come vittoria dal Ministro dello Sviluppo Economico Calenda, le condizioni dei lavoratori - escludendo tutta la questione ambientale, che merita un approfondimento a sé stante - si sono sempre più appiattite sulle convenienze di turno. Il nodo per il governo è proprio questo, non i 4mila esuberi che il piano industriale porta con sé e contro cui i lavoratori sono scesi ieri in piazza. Con una mossa a sorpresa ieri mattina, mentre i lavoratori di Taranto e Genova scioperavano (a fianco degli operai le Regioni Puglia e Liguria, i sindaci e gli arcivescovi delle due città) bloccando gli stabilimenti, il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, ha fatto saltare il negoziato tra le parti (rimandando a casa le rappresentanze sindacali e la delegazione guidata dal Ceo della divisione europea Geert Van Poelvoorde e dal presidente e amministratore delegato di Am Invest Co, Matthieu Jehl) che si sarebbe dovuto svolgere presso la sede del Mise.

"Il governo è sulla sua linea di sempre ma rispetto all'offerta a mancare non sono i numeri degli esuberi, su cui si può discutere e che fanno parte della trattativa, ma un pezzo dell'impegno che l'acquirente ha preso nei confronti del governo che riguarda i livelli salariali e gli scatti di anzianità su cui non si prevedeva di ripartire da zero ma anzi di mantenere quelli attuali", ha spiegato ancora Calenda che ha ripetuto: "è una proposta irricevibile, un passo indietro. Se non si riparte da quell'accordo la trattativa non va avanti", ha dichiarato il ministro. A preoccupare sono soprattutto le condizioni che dovranno essere accettate da quei lavoratori che passeranno alle dipendenze di Am Investco.

COME SI È ARRIVATI A QUESTO PUNTO - L'Ilva, l'acciaieria più grande d'Europa, è entrata in crisi negli ultimi anni dopo essere finita al centro di una bufera giudiziaria nel 2012.

La dura presa di posizione del governo non ha fatto arretrare di un millimetro la cordata. Per il colosso dell'acciaio il raggiungimento di un accordo "in un tempo ragionevole" è importante perché, "una volta chiusa la transazione", si possano far partire i piani di investimenti.

A Taranto lo sciopero ha avuto, dicono i sindacati, un'adesione molto larga.

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